Bce: Italia, fanalino di coda tra i grandi dell’Eurozona

11 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – In Italia la ripresa economica seguita alla recessione mondiale è avanzata a rilento rispetto alle altre maggiori economie dell’area euro, avverte la Banca centrale europea. In uno studio pubblicato nel suo ultimo bollettino mensile, l’istituzione monetaria rileva come “dopo le considerevoli flessioni durante la recente recessione, in tutti i paesi ad eccezione dell’Italia le esportazioni si sono riportate su livelli pari o prossimi a quelli massimi rilevati prima della recessione”. E, anche, “nel settore industriale l’attuale aumento del valore aggiunto e’ stato notevole rispetto alle precedenti espansioni in gran parte dei paesi, ma soprattutto in Germania. L’eccezione e’ costituita dall’Italia, dove l’andamento e’ stato lievemente piu’ contenuto rispetto a tutte le precedenti riprese”.

“Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea – afferma Trichet – accoglie con favore gli annunci dei governi di Italia e Spagna in materia di nuove misure e riforme nei settori delle politiche fiscali e strutturali. Il Consiglio direttivo ritiene essenziale un’attuazione decisa e celere di queste misure da parte di entrambi i governi per migliorare significativamente la competitivita’ e la flessibilita’ delle rispettive economie e per ridurre rapidamente i disavanzi di bilancio”.

“L’Italia – rileva Francoforte – e’ l’unico dei quattro paesi presi in esame dove il valore aggiunto nel settore industriale ha registrato un aumento “lievemente piu’ contenuto” rispetto a tutte le precedenti riprese, laddove gli altri hanno registrato un aumento “notevole” rispetto alle precedenti espansioni.

Inoltre, guardando agli investimenti “l’attuale ripresa è sostanzialmente analoga alle espansioni precedenti in Francia, ma più contenuta in Spagna e Italia, mentre in Germania ha riportato la crescita più marcata dal 1970”, si legge. A queste basse performance possono aver contribuito fattori specifici come le branche di attività economica del paese, la specializzazione nei prodotti, la competitività e il grado di concorrenza rispetto ai paesi con ridotti costi di produzione.

“È probabile – dice la Bce – che tali fattori abbiano rilevanza nel comprendere la debolezza relativa della ripresa italiana, che non può facilmente spiegarsi solo con la struttura economica generale del paese”.