Bce e operazione LTRO, come si posizionano gli istituzionali

29 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Legnano – Bid da consegnare entro le ore 9.30 alla BCE e potenziale comunicazione alle ore 11.15 degli ammontari totali richiesti dal mondo bancario europeo.

Parliamo dell’operazione di LTRO che verrà condotta oggi dalla Banca Centrale Europea della durata di 1092 giorni a tasso fisso che verrà implementata oggi, con settlement di partenza domani 1 marzo (http://www.ecb.europa.eu/mopo/implement/omo/html/20120034_ann.en.html) che come sappiamo è studiata per fornire liquidità al sistema bancario al fine (ultimo) di trasmettere questo denaro all’economia reale.

La prima operazione di questo tipo, effettuata lo scorso dicembre, ha mostrato i suoi effetti maggiori sui bilanci delle banche e sui rendimenti dei titoli di stato .

Gli istituti hanno utilizzato la liquidità addizionale (presa a prestito al tasso dell’1%) per acquistare titoli di stato (che rendevano e rendono molto di più del tasso a cui si prendono a prestito i soldi), calmierando così le forti tensioni sugli spread che abbiamo vissuto ed arrivando a migliorare i propri conti economici.

Le grandi attese che girano attorno all’operazione di oggi riguardano ora interrogativi sull’effettivo passaggio o meno di questa nuova iniezione di liquidità alle imprese (piccole, medie e grandi) ed ai privati sotto forma di credito.

Anche la size dell’operazione (che per dicembre era stata di 489 miliardi) sarà un aspetto importante da valutare, e dal punto di vista operativo, sarà il primo a far reagire i mercati. Due i possibili scenari di fronte ad attese che, siamo andati a rivedere gli estremi massimi e minimi delle nostre survey, vanno da 250 miliardi a 750:

– domanda verso il basso di questo range: situazione meno critica del previsto per le banche ma negativa per i titoli di stato;

– domanda verso l’alto di questo range: situazione difficile per le banche ma positiva per il rischio, vista la maggior liquidità introdotta rispetto allo scenario 1.

Il mercato rimane sostenuto, con piccole prese di profitto in Asia (non significative al fine di intuire i movimenti sulle europee) e con una moneta unica che si aggira nei pressi di 1.3500.

Il petrolio ha mostrato delle discese ben strutturate basate su prese di profitto in prossimità delle resistenze a 110.00, andando tra l’altro a completare una figura di testa e spalle ribassista su un grafico orario ed ora sembra incanalato all’interno di un canale discendente che vede i punti di resistenza in area 108.00, mentre l’oro rimane alto in test di 1,790.00 con la possibilità di arrivare a quota 1,800.00 nel caso in cui le borse partano bene.

Passiamo ad osservare qualche livello tecnico incominciando dal cambio più liquido.

La parziale ripresa dell’eurodollaro, evidenziata da ieri pomeriggio, avvicina nuovamente il massimo precedente di riferimento aumentando le aspettative per una rottura. Parliamo del livello di resistenza che si posiziona prossimo al massimo raggiunto per ben tre volte nell’ultima settimana, 1.3485, e che quasi perfettamente coincide con il transito della media mobile a 200 periodi, su grafico giornaliero. Dalla rottura di questo importante livello di resistenza, dipende la continuazione della tendenza favorevole alla moneta unica che a più riprese insiste sino da metà gennaio scorso. Come supporto continuiamo a guardare 1.3375.

Continua la tenuta di 80 figura, come livello di supporto utile per interpretare i movimenti del UsdJpy. Questo sembra rimanere il più importante livello da considerare per una continuazione del trend particolarmente favorevole al biglietto verde.

Anche il trend positivo del cambio EurJpy sembra essere particolarmente collegato alla tenuta dell’area di supporto riscontrabile a 107.35. Oltre all’evidente 110, suggeriamo di valutare, più nel breve, il livello di resistenza posizionato a 108.75, toccato per tre volte con grandissima precisione da ieri mattina.

Il cable sembra aver colmato, da ieri mattina, tutto il percorso che lo separava dalla salita del cugino eurodollaro. Come per l’euro, anche sulla sterlina ci troviamo ora particolarmente vicini ad un livello di svolta rialzista: pensiamo, infatti, che 1.5930 potrà funzionare come un ottimo livello di breakout in grado di riportare il cambio al di sopra di 1.60 per la prima volta da tre mesi e mezzo.

Il cambio UsdChf ha confermato, nuovamente, la validità del livello di resistenza di breve individuato a 0.90. Questo è certamente valido anche per la giornata entrante sapendo che la tendenza sarà dollar-negative al di sotto di questo importante livello.

Nessun segnale invece dal cambio EurChf che sembrava potesse essere pronto per uno scatto a rialzo ma è invece rimasto stabile nei pressi di 1.2050. Continuiamo a sostenere che un vero cambiamento avverrà al di sopra della resistenza di lungo posta a 1.2125 ed al di sopra della resistenza dinamica di breve posta a 1.2085, dove transita la media mobile a 200 periodi su un grafico con candele a quattro ore.

Concludiamo con il singolare movimento del dollaro australiano nei confronti del biglietto verde, la cui lateralità nelle ultime ore indica con grande precisione un livello di supporto a 1.08 ed una resistenza a 1.0825. La tendenza in questo caso continua a risultare favorevole alla valuta del Far East, con supporto statico rappresentato dall’area di congestione posta a 1.0785.

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