Bce: allarme disoccupazione, peggiorerà ancora

15 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

Bruxelles – Al 10,7 per cento la disoccupazione dell’area euro è aumentata ai massimi da 15 anni a questa parte e rischia di “peggiorare ulteriormente nei trimestri a venire”. A lanciare l’allarme è la Banca centrale europea, che rileva come “le condizioni del mercato del lavoro si siano indebolite sulla scia del calo della crescita economica. L’occupazione ha cominciato a ridursi, mentre il tasso di disoccupazione sta aumentando a livelli già elevati”.

Peraltro “le indagini non evidenziano per il prossimo futuro alcun miglioramento della situazione del mercato del lavoro: gli indicatori si sono deteriorati”.

Nel suo ultimo bollettino mensile, l’istituzione di Francoforte rileva come il tasso di disoccupazione di Eurolandia rimanga “persistemente elevato. Fra dicembre 2011 e gennaio 2012 è passato dal 10,6 al 10,7 per cento, superando l’ultimo massimo registrato nel secondo trimestre del 2010. Di fatto, un livello di disoccupazione come quello attuale non si registrava più dalla metà del 1997. Considerata la crescita sottotono dell’occupazione – aggiunge la Bce – il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere elevato, se non addirittura aumentare nel breve periodo”.

Più nello specifico “considerando i risultati delle indagini qualitative disponibili, quelle sulle aspettative di occupazione indicano che, in linea con l’indebolimento dell’attività, le condizioni del mercato del lavoro potrebbero peggiorare ulteriormente nei trimestri a venire”, conclude l’istituzione guidata da Mario Draghi.

Moderazione salariale e flessibilità sono cruciali per sostenere il lavoro e ridurre la disoccupazione, afferma la Banca centrale europea. “In generale, nei paesi dell’area euro dove l’aumento del costo del lavoro è stato relativamente sostenuto nel lungo periodo il tasso di disoccupazione è stato più elevato”, dice l’istituzione guidata da Mario Draghi in un riquadro di analisi pubblicato nel suo ultimo bollettino mensile. Si tratta di uno studio sulle reazioni delle dinamiche occupazionali al generale andamento dell’economia.

“La moderazione salariale e la flessibilità del lavoro sono quindi essenziali per ridurre la disoccupazione in tali paesi – prosegue la Bce – in particolare allo stadio attuale, considerando che gli indicatori a breve termine segnalano un ulteriore indebolimento delle condizioni del mercato del lavoro.
Pertanto – conclude l’Eurotower – il contenimento della dinamica salariale è cruciale per sostenere i livelli occupazionali”.

In generale, la Bce vede “segnali di stabilizzazione” dell’economia dell’area euro, per la quale si attende “una graduale ripresa nel corso del 2012” dopo la fase di indebolimento sul finale d’anno. “Gli indicatori disponibili basati sulle indagini congiunturali confermano segnali di stabilizzazione dell’attività nell’area”, ribadisce l’istituzione di Francoforte nell’editoriale del suo ultimo bollettino mensile, che come di consueto ricalca il comunicato letto la settimana precedente dal presidente Mario Draghi al termine del Consiglio direttivo. Queste prospettive “restano tuttavia soggette a rischi al ribasso”.

Sul fronte dell’inflazione, il tasso rimarrà superiore al 2 per cento per tutto il 2012, a causa dei rincari di petrolio e energia, anche se ci si aspetta un successivo calmieramento che dovrebbe riportarla a valori in linea con i suoi obiettivi. “Il Consiglio direttivo si attende che l`evoluzione dei prezzi si mantenga in linea con la relativa definizione di stabilità nell`orizzonte rilevante per la politica monetaria. Il ritmo dell`espansione monetaria di fondo rimane moderato”, ribadisce la Bce nel suo ultimo bollettino mensile.

Per il momento tuttavia “a fronte di rincari dell`energia e incrementi delle imposte indirette, è ora probabile che nel 2012 i tassi di inflazione si collochino oltre il 2 per cento, con il prevalere di rischi al rialzo”. In prospettiva “il Consiglio direttivo si impegna fermamente a preservare la stabilità dei prezzi nell`area dell`euro, in conformità con il proprio mandato”.