Bazooka Fmi per salvare l’Europa? Gli Stati Uniti dicono di no

19 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – “Bazooka” di mezzo trilione di dollari per erogare maggiori prestiti e salvare soprattutto l’Europa? La proposta dell’Fmi si scontra con i primi, decisi, no. Tra questi, quello del Tesoro americano.

Il Fondo Monetario Internazionale, ha detto la portavoce, non può essere un sostituto per quella “potenza di fuoco” di cui l’Europa parla da tempo per risolvere i propri problemi. Insomma, implicitamente il messaggio è il seguente: che l’Europa si rimbocchi le maniche e tenti di agire utilizzando le proprie risorse.

“L’Eurozona ha risorse interne per risolvere la crisi e non dovrebbe dipendere dagli Stati Uniti per essere aiutata. Il G20 ha dato una simile risposta durante l’ultimo summit di novembre, quando ha rifiutato maggiori contributi all’Fmi”, ha detto Win Thin, responsabile globale della divisione di strategia dei mercati emergenti presso Brown Brothers Harriman.

Secondo alcune fonti di mercato, anche il Regno Unito sarebbe contrario, così come anche il Giappone, anche se proprio negli ultimi minuti è arrivata una dichiarazione a favore invece della proposta. “Il Giappone è pronto a sostenere gli sforzi europei volti a stabilizzare il mercato, inclusi quelli che implicano i prestiti al Fmi, basati sugli sforzi dei paesi europei”, ha detto un funzionario senior governativo del Sol Levante, secondo quanto riporta l’agenzia Dow Jones Newswires.

“Il Giappone considererà l’ipotesi di erogare i contributi, se necessario”, un funzionario del ministro delle finanze del paese ha riferito alla France Press. Lo stesso funzionario ha però aggiunto che Tokyo vorrebbe che l’Eurozona facesse di più, “visto che la crisi è iniziata in Europa, e visto che i paesi europei hanno la capacità di fare fronte a essa”.

Ieri la notizia, secondo cui il Fondo Monetario Internazionale proporrà di incrementare l’aumento delle sue risorse disponibili per prestiti di 500 miliardi di dollari. La proposta dovrebbe essere presentata entro il mese di febbraio, quando si svolgerà la riunione del G-20. I paesi che dovrebbero contribuire maggiormente all’aumento dei finanziamenti – secondo i piani dell’Fmi – dovrebbero essere i Brics, il Giappone e gli esportatori di petrolio.

Il paradosso che si viene a creare e’ che Spagna e Italia finanzieranno coi loro soldi – tanti – l’eventuale operazione per un salvataggio degli stessi paesi.

Bloomberg TV ha commentato la notizia affermando che gli investitori, stanchi di aspettare i dettagli sulle funzioni prima del Fondo salva stati e poi dell’Esm che lo sostituirà, hanno guardato con entusiamo e speranza, inizialmente, all’arrivo di una proposta che presenta toni più seri e affidabili. Di fatto, queste centinaia di miliardi aggiuntivi potrebbero essere finalmente quel “bazooka” di cui l’Europa ha disperato bisogno. Ma con i primi no, le speranze ora sono più che smorzate.