BATTUTI DA BUFFETT

5 Marzo 2010, di Redazione Wall Street Italia

Molti investitori non possono che provare invidia quando Warren Buffett dice che gli azionisti della sua conglomerata hanno visto guadagni annualizzati del 20% negli ultimi 45 anni. Nemmeno il miglior fondo comune di investimento puo’ reggere il confronto.

Soltanto due fondi possono vagamente competere. Stando alle analisi di Morningstar, Fidelity Magellan Fund e Templeton Growth Fund hanno garantito ritorni rispettivamente del 16.3% e del 13.4%.

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Se si guarda ai valori di mercato, le azioni di Classe A di Berkshire Hathaway hanno garantito guadagni del 22% all’anno a partire dal 1965. Se il calcolo viene fatto sulla base delle valutazioni a libro, come preferisce fare l’oracolo di Omaha, si ha un +20.3%.

Utilizzando il primo criterio, confrontato con quanto messo a segno dai fondi comuni di investimento, e’ facile capire quanto possano dirsi soddisfatti coloro che hanno deciso di scommettere sul gruppo guidato da Buffett e invidioso chi, invece, si e’ lasciato sfuggire questa opportunita’. Quegli azionisti che il primo ottobre del 1964 hanno puntato nella conglomerata $10.000 (pari a $60.000 ai nostri giorni), oggi si ritrovano con un incasso di $80 milioni.

La stessa somma puntata sul fondo Fidelity avrebbe garantito $9.1 milioni, di piu’ di quanto non avrebbe reso quello di Templeton, pari a $2.9 milioni. Scommettendo sull’S&P 500 invece, nell’arco degli ultimi 45 anni il guadagno sarebbe stato di $560.000, considerato un incremento del principale benchmark di Wall Street del 9.3% nel periodo considerato. La dice lunga il fatto che i due suddetti casi siano i migliori tra i 145 disponibili sul mercato nel 1965.

C’e’ chi fa notare che il confronto tra Buffett e fondi non sia sostenibile. Il primo ha margini di manovra piu’ ampi dei gestori. Ma le differenze che ne emergono mettono in risalto i limiti dei secondi, in modo particolare le pressioni cui sono sottoposti.

“Da sempre spinge gli investitori a considerare se stessi come parte dell’azienda piuttosto che semplici azionisti, fattore che e’ calzante con un approccio di lungo termine”, ha detto Jonatyhan Rahbar, analista di fondi in Morninstar riferendosi all’Oracolo di Omaha. “I gestori di fondi sono incentivati a ottenere risultati su base annuale. Se in quell’arco temporale non hanno raggiunto determinati risultati rischiano il posto”, ha aggiunto l’esperto.

C’e’ un altro fattore da considerare: il funzionamento dell’industria dei fondi rende piu’ difficile investire secondo le modalita’ tipiche di Buffett. “I fondi di investimento devo vendere i loro prodotti a istituzioni che di fatto tengono in agguato i money manager: sono tenuto sott’occhio di trimestre in trimestre e possono determinare il loro futuro (professionale) ogni anno”, ha commentato Tomothy Vick, senior portfolio manager in Sanibel Captiva Trust.

Il fiato sul collo dei gestori li spinge ad agire con logiche di breve periodo, esattamente l’opposto dell’approccio utilizzato dal numero uno di Berkshire Hathaway. Timothy Vick, autore del libro “How to pick stocks like Warren Buffett”, riporta che l’oracolo di Omaha generalmente esige un turnover di non piu’ del 10-15% mantendo in portafoglio un titolo per 8-10 anni. Una media del 100% voluta nell’industria dei fondi sembra essere “un gioco d’azzardo”, ha concluso.