Basilea3: ABI, un eccesso di rigore non penalizzi sviluppo e crescita

6 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – In vista della riunione del Comitato di Basilea, che dovrebbe affrontare, tra gli altri, il tema della fissazione dei nuovi coefficienti minimi di capitale, l’Associazione Bancaria Italiana auspica che sia tenuto nella massima considerazione il differente peso che le banche rivestono per il finanziamento dell’economia nei diversi Paesi. Secondo l’ABI “nell’Europa continentale il canale bancario è preponderante rispetto a quello di mercato. Se la decisione del Comitato comportasse, oltre alle misure già annunciate, in ordine alle quali abbiamo da tempo chiesto importanti modifiche, un innalzamento degli attuali coefficienti minimi di patrimonio, ne deriverebbe una penalizzazione dell’economia, attraverso una diretta riduzione di risorse disponibili per il suo finanziamento. Ribadiamo quindi la necessità che le esigenze di stabilità e di risposta tempestiva alla crisi non vadano ad incidere sulla crescita e lo sviluppo rendendo complicati i rapporti tra banche e imprese. Non vi può essere stabilità, infatti, in assenza di una vigorosa ripresa”. “A tal fine, spiega l’ABI, sarà anche determinante che sia previsto un periodo transitorio sufficientemente lungo e fasato rispetto ai tempi del consolidamento della ripresa economica. Inoltre il periodo transitorio sarà necessario per consentire, attraverso clausole specifiche, di tener conto delle caratteristiche dei diversi modelli di business delle banche e dei differenti contesti nazionali, normativi e fiscali. Per le banche italiane è fondamentale che siano previste soluzioni che consentano, ai fini del computo del patrimonio di vigilanza, un equo trattamento degli avviamenti e delle imposte differite attive. Queste ultime in particolare non derivano da perdite di bilancio ma da un penalizzante regime fiscale degli accantonamenti su crediti. Svantaggi competitivi potrebbero infatti emergere da una sottovalutazione di questi aspetti.” “Infine, conclude l’ABI, è condizione indispensabile che la nuova normativa trovi attuazione omogenea non solo in Europa ma a livello globale, cominciando dagli Stati Uniti”.