Barroso torna a parlare di Eurobond. “Parte di una politica fiscale comune”

19 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro la sessione di venerdì si è chiusa con un rialzo dei tassi governativi tedeschi che hanno visto il tasso decennale portarsi sopra il 2% ed un calo degli spread di Italia e Spagna. In particolare il differenziale italiano dopo essere sceso fin sotto 280 pb ha chiuso la sessione a 281 pb dai 289 del giorno prima.

Dopo l’indiscrezione di alcuni funzionari dell’Ue riportata da Reuters, secondo cui i paesi dell’area Euro stanno discutendo di un allargamento della dotazione dei fondi Efsf/Esm a circa 700 Mld€ (500 Mld€ dell’Esm più i 192 Mld€ dell’Efsf già impegnati per i programmi di Grecia, Irlanda e Portogallo) è arrivata la dichiarazione della Merkel secondo cui il limite massimo di finanziamento concessi dall’Esm resta 500 Mld€. In merito all’ipotesi di combinare le dotazione dell’Efsf ed Esm, aggiunge la Merkel, non è stata presa alcuna decisione in vista della riunione dei ministri finanziari e dei banchieri centrali del 30-31 marzo.

Ritorna il tema degli Eurobond. Barroso, presidente della Commissione europea, ha riaperto il dibattito su questi strumenti dichiarando che prima o poi l’Ue considererà gli Eurobond una “parte irrinunciabile di una comune politica fiscale”.

In Grecia il ministro della finanze Venizelos è stato eletto nuovo leader del partito socialista Pasok sostituendo così Papandreou.

L’agenzia del debito tedesco, secondo alcune fonti governative riportate da Reuters, quest’anno effettuerà emissioni nette per 34,8 Mld€ dai 26,1 Mld€ previsti in precedenza. Il rialzo è dovuto principalmente alla quota che la Germania dovrà versare nell’Esm.

Oggi in Francia sono attese aste sui titoli a breve per 7,4 Mld€.

Allo stesso tempo il fondo Efsf, secondo quanto riportato da Bloomberg venerdì, oggi potrebbe effettuare un’emissione sindacata di un titolo 20-30 anni per 1-1,5 Mld€.

Infine oggi i principali operatori sul mercato dei Cds terranno un’asta per decidere il valore di rimborso dei Cds greci.

Negli Usa la seduta di venerdì si è conclusa con tassi stabili sulla parte a breve della curva ed ancora in rialzo su quella a lunga in un contesto che rimane positivo per i listini azionari. L’indice S&P 500 ha infatti chiuso per la seconda seduta consecutiva sopra la soglia dei 1400 punti mettendo a segno la miglior performance settimanale da inizio anno.

Sul fronte macro i dati di venerdì hanno presentato un quadro misto: da un lato i prezzi al consumo hanno evidenziato un rallentamento nella componente core al 2,2% mentre il dato generale è risultato stabile rispetto al mese precedente al 2,9%; dall’altro la produzione industriale nel mese di febbraio ha registrato una variazione nulla rispetto al mese precedente a causa del calo della componente auto e mineraria.

L’attenzione odierna vista l’assenza di dati macro di rilievo sarà interamente focalizzata sulla riunione del Cda di Apple indetta nella giornata di ieri per decidere cosa fare dei circa 100 Mld$ in cash che la società detiene. Secondo alcune indiscrezioni pubblicate dal WSJ, la società di Cupertino potrebbe ritornare a distribuire un dividendo per la prima volta dal 95.

Valute: netta inversione di tendenza nella giornata di venerdì per il cross euro/ dollaro. Dopo aver toccato un minimo a 1,305 è risalito fino ad arrivare in area 1,32. Questa mattina il cross si sta stabilizzando in area 1,315. La resistenza è posta a 1,32 e il supporto a 1,30. E’ da notare come le posizioni nette corte degli speculatori siano diminuite ai livelli di dicembre 2011.

Continua la fase di deprezzamento dello yen nei confronti dell’euro, nella notte il cross è salito temporaneamente sopra la resistenza posta a 110, ma questa mattina non riesce a confermare tale livello, riportandosi in area 109. Contro dollaro stiamo assistendo ad una fase di consolidamento in area 83. Le resistenze e i supporti si posizionano rispettivamente a 110 e 107,5 vs euro mentre vs dollaro a 84,20/85 e 82,5.

Materie Prime: venerdì la sessione si è conclusa con un rialzo degli energetici ed in particolare della benzina e gas naturale con guadagni del 2% circa in seguito al deprezzamento del dollaro. Positivi gli agricoli, mentre scendono preziosi ed industriali. Il calo maggiore è stato registrato dal nichel con perdite del 2,5% circa. Secondo la Cftc, la scorsa settimana gli speculatori hanno ridotto le posizioni che puntano ad un futuro rialzo delle materie prime.

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