Bankitalia: Borsa regge crisi politica, tornano capitali esteri

17 Aprile 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – La Banca d’Italia sottolinea come i mercati finanziari italiani abbiano reagito e stiano reagendo bene al momento di incertezza politica.

I mercati finanziari italiani hanno risentito dell’incertezza politica in misura limitata. I differenziali di interesse tra i titoli di Stato italiani e tedeschi sono aumentati dalla fine di gennaio, ma restano molto al di sotto dei massimi raggiunti nel 2011″, si legge nel bollettino economico.

“Gli ultimi dati disponibili – aggiunge Palazzo Koch – sul sistema dei pagamenti Target2 segnalano una ripresa degli afflussi di capitale dall’estero anche verso il nostro paese. Le passività bancarie (azioni, Cds) hanno però risentito delle modalità di intervento nella crisi di Cipro”.

Riguardo ai fondamentali dell’economia italiana, il rapporto mette in evidenza come nella media dello scorso anno l’occupazione si sia ridotta dello 0,3 per cento rispetto al 2011, a fronte di una forte crescita dell’offerta di lavoro. Le previsioni parlano di un calo dell’occupazione anche nel 2013, con il tasso di disoccupazione che a febbraio ha testato l’11,6%.

Giù anche le retribuzioni unitarie reali, scese nel 2012 a un ritmo più sostenuto rispetto al 2011; anche per esse si prevede una continua flessione, anche se a ritmi minori.

Assetto patrimoniale solido per le banche italiane nonostante alla fine del 2012 “il tasso di ingresso in sofferenza dei prestiti alle imprese si è riportato in prossimità dei livelli osservati nella recessione dei primi anni novanta”, scrive il bollettino riguardo alle condizioni di salute del sistema finanziario.

“L’assetto patrimoniale delle banche italiane resta comunque solido, in grado di far fronte alle sfavorevoli condizioni congiunturali, come recentemente confermato dal Fondo monetario internazionale nell’ambito del programma di valutazione del settore finanziario. Nello scorso dicembre il core tier 1 ratio medio dei gruppi bancari italiani ha superato il 10% (10,9% per i cinque principali operatori)”

Il punto però è che i prestiti prestiti alle imprese e famiglie continuano ancora a scendere. “In un contesto di progressivo deterioramento della qualità del credito, nei primi mesi dell’anno è proseguita la flessione dei prestiti alle imprese, pur se a un ritmo inferiore rispetto alla seconda
metà del 2012, e alle famiglie”. I prestiti bancari alle imprese, “al netto delle sofferenze e dei pronti contro termine, hanno continuato a diminuire, sia per le aziende medio-grandi sia per quelle di piccole dimensioni.

“Sulla strada che l’Italia deve percorrere, “occorre proseguire con politiche economiche efficaci e credibili, che interrompano la spirale recessiva in atto nel nostro Paese quasi ininterrottamente dal 2008″. E’ fondamentale che l’incertezza politica non si ripercuota sulla crescita economica.

A scendere è, nel primo trimestre dell’anno, anche il prodotto interno lordo, ma la svolta potrebbe essere vicina. “Nel primo trimestre del 2013, secondo le indicazioni disponibili, – spiega Bankitalia – il Pil potrebbe essersi ridotto, ma a ritmi meno accentuati, anche grazie al miglioramento dell’interscambio commerciale. Le inchieste congiunturali non prefigurano un’imminente svolta della fase ciclica; le valutazioni delle imprese sulle condizioni dell’economia non migliorano e la fiducia dei consumatori rimane orientata al pessimismo”.

Da rimborso debiti P.A. possibile crescita 0,7% PIL

Il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese “potrebbe contribuire alla crescita del Pil nei due anni per un ammontare complessivo compreso tra cinque e sette decimi di punto percentuale”. E’ quanto si legge nel Bollettino economico della Banca d’Italia. Via Nazionale sostiene che “nel complesso l’impatto macroeconomico del pagamento dei debiti è certamente positivo”, suggerisce di “monitorare regolarmente l’attuazione delle norme, così da introdurre i cambiamenti eventualmente necessari per assicurarne l’efficacia”, ma ammette che “le previsioni degli effetti sulla crescita del provvedimento sono molto incerte, in quanto è difficile prefigurare la rilevanza relativa delle diverse destinazioni dei fondi”.

ALERT PRESSIONE FISCALE

“L’aumento dell’avanzo primario in rapporto al prodotto è riconducibile alla crescita dell’incidenza delle entrate”, passata dal 46,6 del 2011 al 48,1% dello scorso anno, che ha superato il precedente record del 1997 (47,4%). Lo scrive Bankitalia nel Bollettino Economico.
(AGENZIE)