Bankitalia: assorbita bene la crisi e il Tesoro riapre i Tremonti bond

24 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia
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(WSI) – Promossi. Anche in caso di nuove tempeste finanziarie, gli istituti di credito italiani sono assolutamente in grado di superare i possibili shock, anche i più severi. Parola della Banca d´Italia che in una nota ha riconosciuto che «i risultati dello stress test confermano la capacità delle banche italiane di assorbire l´impatto di un significativo deterioramento delle attuali condizioni macroeconomico e di mercato», quantificando in 50 miliardi per il sistema le possibili perdite nello scenario più catastrofico. Come spiega la nota della Banca d´Italia, «per nessuno dei cinque gruppi esaminati nello stress test (Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps, Ubi Banca e Banco Popolare ndr) il coefficiente relativo al patrimonio di base (Tier 1 ratio) scenderebbe, alla fine del 2011, al di sotto della soglia del 6%, superiore di due punti all´attuale minimo regolamentare. La soglia del 6% è stata stabilita dalle autorità come riferimento per valutare la necessità di eventuali interventi di ricapitalizzazione».

Adesso, quindi, c´è una certificazione per così dire oggettiva, da cui risulta che tutti i principali gruppi creditizi italiani hanno la possibilità di cavarsela nelle situazioni più sfavorevoli. Ma c´è di più: proprio lo stress test ha dimostrato che gli istituti del Bel Paese sono meglio attrezzati degli altri per affrontare i marosi. Infatti, di fronte ai due scenari previsti (il primo con un forte rallentamento del Pil, il secondo che include anche una crisi dei debiti sovrani con aumento dei tassi di mercato) le banche italiane vedrebbero migliorare la propria posizione nella classifica europea delle prime 91. Unicredit passerebbe dalla 70ma alla 53ma posizione, Intesa Sanpaolo dalla 78ma addirittura alla 46ma. Mps passerebbe dalla 83ma posizione alla 77ma, il Banco Popolare dall´80ma alla 63ma, Ubi Banca dalla 79ma alla 68ma.

In particolare, nello scenario peggiore, il Tier 1 ratio delle banche scenderebbe nel 2011 al 7,8% per UniCredit; all´8,2 per Intesa Sanpaolo; al 6,2 per il Monte dei Paschi di Siena; al 7,0 per il Banco Popolare e al 6,8 per Banca Ubi. È pur vero, come si può notare, che gli istituti di credito italiano si posizionano per i ratios patrimoniali nella parte media o medio bassa della classifica. Ma questo – spiegano in Banca d´Italia – risente del sovrappeso che Basilea 2 fa delle attività tradizionali come l´erogazione dei prestiti (che costituiscono la parte preponderante della loro attività) ma anche dell´estrema selettività e rigore della stessa Banca d´Italia nell´ammettere i parametri che finiscono negli aggregati patrimoniali.

Anche il ministro dell´Economia Tremonti ha sottolineato la solidità del sistema bancario nazionale. Il Tesoro è peraltro pronto, in linea con gli altri paesi europei, a riaprire l´emissione dei Tremonti-Bond seppure non sussista «alcun elemento che induca a ritenere che i gruppi italiani abbiano esigenza di ricorrere a tali strumenti». Il neopresidente dell´Abi Giuseppe Mussari ha rilevato come gli istituti di credito godano di «ottima salute».

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