Banco Popolare, nessuna risoluzione su aumento di capitale

29 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Con riferimento alla richiesta di informazioni formulata da Consob Banco Popolare precisa che, come dichiarato da un portavoce del Banco, allo stato non è stata assunta alcuna determinazione da parte degli organi competenti dell’Istituto in merito ad operazioni di aumento di capitale. Lo si legge in una nota, che specifica che con riferimento alle indiscrezioni apparse sulla stampa relative a trattative in corso per la cessione di alcuni asset, il Banco ricorda che, in coerenza con quanto in più occasioni comunicato, la dismissione di asset potrebbe costituire una delle possibili modalità di rafforzamento della propria base patrimoniale e comunica che, allo stato, la sola trattativa riguarda un’ipotesi di dismissione della partecipazione in Banca Caripe, che potrebbe arrivare ad una conclusione in tempi brevi. Per quanto riguarda la decisione assunta da Moody’s International Services di modificare l’outlook dei “deposit ratings” da “stabile” a “negativo” e di abbassare il Bank Financial Strength Rating (BFSR) da C- a D+, il Banco Popolare ha evidenziato che tale decisione non tiene adeguatamente conto dei miglioramenti ottenuti dal Gruppo nel suo profilo reddituale, nel profilo di rischio e nella posizione patrimoniale. In particolare, nell’arco temporale intercorrente tra la precedente valutazione del luglio 2009 (riconfermata dalla Credit Analysis del 30 luglio 2010) e l’attuale decisione, il Banco Popolare – come peraltro evidenziato nella relazione semestrale resa pubblica lo scorso 27 agosto – ha conseguito risultati di rilievo dal punto di vista della redditività (utile netto contabile 437 milioni, utile normalizzato 178 milioni), del riallineamento della performance della Banca Popolare di Lodi (impieghi verso clientela +9%, collocamento prodotti di investimento +32%, utile netto 44 milioni), del processo di derisking di Banca Italease (-1,6 miliardi di incagli e sofferenze da inizio anno), oltre ad avere consolidato i ratios patrimoniali prospettici con l’emissione di un prestito convertibile in grado di contribuire per circa 110 punti base al Core Tier1 ratio.