Banchieri in cerca di visibilita’: Passera contro cds e Fmi

2 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Il rapporto sull’occupazione Usa provoca una forte reazione anche nei mercati dei credit default swap europei.

Stando ai dati resi noti da Bloomberg, i cds per assicurarsi contro il rischio default dell’Europa, riassunti nella performance dell’indice Markit iTraxx SovX Western Europe, arrivano a salire infatti di 11 punti base a quota 310, superando il record assoluto di chiusura, testato lo scorso 28 agosto a quota 308.

Si mettono in evidenza i cds sul rischio Italia, che balzano di 12 punti base fino a 397, superando così il massimo di chiusura toccato il mese scorso a quota 391. Ma la performance dei cds non sembra spaventare il numero uno di Intesa SanPaolo che, dal Forum Ambrosetti che si sta svolgendo a Cernobbio, afferma che “l’Italia non corre in alcun modo il rischio di default”, e che se la prende anche con il Fondo Monetario Internazionale affermando che le stime sulle necessità di capitale delle banche europee, per un valore di 200 milioni, sono “piuttosto avventate”.

Gli indicatori resi noti da CMA mettono in rilievo che anche i credit swap sulla Spagna sono aumentati; la crescita è stata di 12 punti base, a 386; quelli sull’Irlanda sono invece balzati di 15 punti, a 792.

In rialzo anche i cds per proteggersi contro il rischio che i titoli obbligazionari emessi dal mondo corporate non siano rimborsati. Il Markit iTraxx Crossover Index, che rappresenta 40 società che emettono bond ad alti rendimenti, è salito di 33 punti base, a 687 punti, secondo i dati di JP Morgan Chase.

Da segnalare che un punto base che si riferisce a un credit default swap che protegge, per esempio, un debito di $10 milioni di euro dal rischio di un default nei cinque anni successivi, ha un valore di 1.000 euro all’anno.