Banchiere: non è un lavoro per tutti, rischi per la salute

16 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Farà bene al portafoglio, ma di sicuro non alla salute lavorare per una banca di investimento. Insonnia, alcolismo, palpitazioni cardiache, disturbi alimentari e temperamento aggressivo sono solo alcuni dei problemi ricorrenti tra i giovani banchieri di Wall Street.

Li ha messi in luce una ricercatrice della University of Southern California, che ha seguito passo passo per circa dieci anni un campione di 40 impiegati presso alcune banche di investimento. I risultati dell’intera ricerca, anticipati dal Wall Street Journal, saranno pubblicati a fine mese dalla rivista Administrative Science Quarterly.

Entrare nelle fila dei banchieri di Wall Street sarà certo il sogno di molti. Ancora di più forse lo era qualche anno fa, quando anche le new entry erano ricoperti di dollari. Ma lavorare una media di 100 ore a settimana ha i suoi rischi. “Sotto l’enorme stress di lavoro – riporta la ricerca – molti manifestano crisi di ansia, depressione, allergie e dipendenze da droghe e farmaci.

E per alcuni i problemi si trascinano per anni anche dopo aver cambiato vita. Se poi si aggiunge che negli ultimi tempi il mercato non è stato esattamente un’oasi di pace la fotografia assume contorni ancora più gravi.

Di sicuro l’alto livello di stress spinge una grossa fetta dei banchieri a cambiare strada. Sempre secondo la ricerca, infatti, entro il sesto anno di lavoro, il 60% è ancora sul “fronte di guerra” mentre il 40% ha deciso di mettere in cima alle proprie priorità la salute. E dire addio al sogno, a questo punto più sbiadito, di Wall Street.