Banche venete: da Ue flebo liquidità, ma aumento capitale in forse

13 Aprile 2017, di Alessandra Caparello

BRUXELLES (WSI) – Continuano a far parlare di sé la due banche venete al centro dei colloqui tra governo e Ue per la loro salvezza. Dopo il via libera da parte dei cda dei due istituti alle offerte di transazione con i vecchi soci a cui verranno elargiti 441 milioni di euro, ora è la volta della Commissione europea che ha dato il suo ok all’emissione di nuovi bond garantiti dallo Stato da parte delle banche venete, la Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

In particolare l’Unione europea ha esteso il supporto alla liquidità delle due banche, già approvata nel mese di gennaio scorso e che consiste, come scrive la stessa Commissione in una mail inviata a Bloomberg e riportata dall’Ansa,  nella garanzia dello Stato per i bond che le due banche prevedono di emettere. In particolare la Popolare di Vicenza ha chiesto 2,2 miliardi di nuovi bond, mentre Veneto Banca 1,4 miliardi. Tuttavia la Commissione Ue ci tiene a sottolineare che il supporto alla liquidità è diverso da altri interventi pubblici.

“Il supporto alla liquidità è una misura separata rispetto a qualsiasi intervento pubblico finalizzato ad assicurare che le banche abbiano sufficiente capitale”.

Continua comunque la trattativa per salvare le due banche venete, come sottolineano dall’Ue per cui riguardo alla loro situazione “sono in corso colloqui costruttivi tra le autorità italiane, il Single supervisory mechanism della Bce e la Commissione Europea“.

Dopo l’operazione rimborso rimangono una serie di ostacoli non da poco da superare,  visto che il via libera da parte della commissione di Bruxelles alla ricapitalizzazione precauzionale non è scontato. Il tema dell’accessibilità è ancora aperto, come ha sottolineato l’ad di Popolare Vicenza, Fabrizio Viola.

“E’ come un esame orale, ci vorranno settimane di trattative, anche se vedo le autorità impegnate a trovare soluzioni”.