Banche Ue: le grandi “malate” in sofferenza per esposizione Grecia

23 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Commerzbank, Royal Bank of Scotland e Credit Agricole, colossi bancari europei tutti vittime della Grecia. O meglio, della loro esposizione ai titoli di debito greco. Che però sembrano non voler fare neanche grandi sacrifici, se si considera che, almeno nel caso della britannica, a fronte di una perdita di 2 miliardi di sterline, sono stati pagati bonus per 390 milioni. (mentre l’istituto licenziava ben 34.000 dipendenti).

Basta guardare ai numeri che le tre banche hanno reso noti, nel pieno della stagione degli utili.

Iniziando da Commerzbank i profitti relativi al quarto trimestre sono stati colpiti dalla svalutazione dei bond ellenici, che è stata di 700 milioni di euro. Il titolo della seconda banca in Germania, paga subito lo scotto, cedendo -3% sulla borsa di Francoforte.

“L’elevato grado dell’incertezza associata con la crisi dei debiti sovrani, continuerà a rappresentare una sfida per noi”, ha ammesso l’amministratore delegato, Martin Blessing. Nell’intero 2011, il colosso ha visto i propri utili dimezzarsi, a 638 milioni di euro, in calo -55,4% rispetto al precedente esercizio.

La svalutazione dei titoli della Grecia in portafoglio è stata pari al 26% del valore nominale e in tutto le svalutazioni hanno provocato una perdita di 3,9 miliardim compensata comunque da un saldo positivo di 4,5 miliardi dalle attivita’ core.

L’esposizione di Commerzbank verso i Piigs (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna) è rimasta a 12,3 miliardi di euro alla fine dell’anno. La vera sfida della banca tedesca è ora riuscire a soddisfare le richieste dell’Eba, l’Autorità bancaria europea, e riuscire a portare il Tier 1 a un livello di almeno il 9%.

Proprio lo scorso 19 gennaio, un articolo del Financial Times aveva parlato di rischio nazionalizzazione per Commerzbank e anche MPS.

Su Royal Bank of Scotland, la perdita netta è raddoppiata a 2 miliardi di sterline nel 2011, a fronte di un rosso di 1,1 miliardi di sterline nel 2010. Il risultato è stato al di sotto delle attese degli analisti ed è stato condizionato dalle perdite della sua divisione irlandese Ulster Bank e dalle svalutazioni effettuate sui titoli greci. Di fatto, la banca – che per l’82% è di proprietà del governo del Regno Unito – ha pagato la propria esposizione verso i bond ellenici con 1,1 miliardi di sterline. La buona notizia – che spiega anche il rialzo del titolo sulla borsa di Londra – è che il core Tier 1 è stato pari al 10,6%: tale fattore indica che il colosso non avrebbe bisogno di ricorrere ad operazioni di aumento di capitale.

Infine Credit Agricole, terza banca francese, ha chiuso il quarto trimestre del 2011 con una perdita di 3,07 miliardi di euro derivante da 2,6 miliardi di euro di svalutazioni sul portafoglio degli investimenti e per effetto di un accantonamento straordinario da 220 milioni di euro a fronte di eventuali problemi della controllata greca. Gli analisti si aspettavano 2,7 miliardi di euro di rosso.