Banche, stress test: italiane promosse. Solo 7 bocciate su 91

23 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Nessun bocciato in Italia. Stesso esito in Portogallo e per la Francia e tutti gli altri paesi analizzati fatta eccezione per Grecia, Germania e Spagna. Come da attese bocciata Hypo Real Estate, unicum nel panorama tedesco. In Spagna promosse tutte le quotate mentre sono 5 casse di risparmio ad arrancare. Fallisce le prove sotto sforzo anche Atebank in Grecia.

In totale, sono sette i gruppi che non hanno superato il test dello scenario peggiore, cosa che porterebbe con se perdite per 3.5 miliardi di euro. Le perdite che l’intero sistema accuserebbe sarebbero invece pari a 566 miliardi di euro tra il 2010 e il 2012. La cifra va considerata in termini di asset deteriorati e di trading.

E’ questo il quadro che emerge dalla pubblicazione degli stress test su 91 istituti europei in 27 paesi in Europa.

Considerato lo scenario peggiore dopo uno choc sovrano, sarebbero 7 le banche che “vedrebbero il loro Tier 1 scendere sotto il 6%”. In questi casi, precisa il Cebs, saranno “le autorita’ nazionali competenti a valutare i risultati del test e le loro implicazioni, in particolare in termini di necessita’ di ricapitalizzazione”.

La soglia del 6% infatti, e’ scritto nel comunicato, “non deve essere interpretata come un minimo regolatorio”, perche’ tutte le banche vigilate nella Ue “devono avere almeno un capitale minimo Tier 1 al 4%”.

A non farcela, come gia’ trapelato nei giorni scorsi, e’ Hypo real Estate. Si tratta dell’unico caso tedesco, su un totale di 14 banche sottoposte agli stress test a Berlino e dintorni. Nel peggiore dei casi la banca vedrebbe il suo Core Tier 1 scendere al 4.7%, fallendo quindi la soglia di 6% richiesta per strappare la sufficienza.

Se vuoi guadagnare con i titoli e i comparti giusti, segui INSIDER. Se non sei abbonato, fallo subito: costa solo 0.86 euro al giorno, provalo ora!

.
In Grecia, e’ Ate Bbank a non farcela (Core Tier 1 al 4.36%) mentre ce la fa Alpha Bank (con un Tier 1 all’8.2%, sempre nel caso di un peggioramento della congiuntura).

I casi spagnoli sono Diada, Espiga, Unnim, Banca Civica e Cajasur che, per soddisfare la soglia minima del 6% dell’indice di capitalizzazione, hanno bisogno di capitali per 2.043 miliardi.

Nel dettaglio, tra le banche italiane e’ Intesa Sanpaolo ha mostrare un Core Tier 1 piu’ forte (8.2%) rispetto agli altri gruppi, che comunque superano il 6% richiesto. Nello scenario peggiore, che prevede doppia recessione, forte calo dei mercati azionari e shock sul debito sovrano (ma nessun default), per Unicredit, l’indice di patromonializzazione stimato sarebbe al 7.8% a fine 2011 (8.6% alla fine dell’anno scorso). Nelle stesse condizioni, quello del Banco Popolare si attesterebbe al 7% (contro il 7.7% di fine 2009). Il valore di riferimento di Ubi Banca scenderebbe al 6.8% (contro l’8% di fine 2009) mentre quello di Mps al 6.2%.

In Francia,i quattro istituti messi sotto la lente (Bnp-Paribas, Societe Generale, Credit Agricole e Banque populaire-Caisse d’epargne) hanno superato l’esame. Idem per i due irlandesi Allied Irish e Bank of Ireland