Banche: prezzi distorti, pagano i contribuenti

17 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Mentre le banche centrali con le loro iniezioni di denaro illimitato cercavano di mettere in salvo l’economia mondiale, scongiurando la catastrofe, un gruppo di trader agiva nell’ombra, tentando di gonfiare i propri profitti alle spese dei contribuenti, manipolando i prezzi dei bond e i piani cosiddetti di “quantitative easing”.

Lo si è appreso dalle rivelazioni fatte ieri a Londra da Paul Fisher. Il direttore della banca centrale inglese per i mercati ha riferito ai parlamentari della Commissione speciale del Tesoro che un programma di stimolo monetario potrebbe essere stato manipolato da un gruppo di broker nell’ottobre del 2011.

Le autorità stanno ancora indagando sl caso, ma se i fatti dovessero venire confermati, chi ha sbagliato pagherà”, ha assicurato Fisher, le cui dichiarazioni sono state riportate da The Telegraph.

Secondo la testimonianza di Fisher, i fatti risalgono al 10 ottobre, quando poco dopo l’avvio del programma di Quantiative Easing 2 la Banca d’Inghilterra ha lanciato un’asta in cui il ruolo del venditore e dell’acquirente sono invertiti.

Per intascare più soldi, quel giorno un broker ha cercato di vendere bond governativi alla banca centrale a un prezzo inflazionato artificialmente. I funzionari dell’istituto si sono accorti di un improvviso balzo dei prezzi e hanno rifiutato l’affare. A quel punto hanno chiesto alle autorità di indagare.

Non è il primo scandalo del genere che coinvolge l’industria finanziaria britannica. Quello sulla manipolazione dei tassi interbancari del Libor, mercato che ora ha fatto i bagagli trasferendosi a New York, è costato diverse centinaia di milioni di sterline agli istituti di credito ritenuti colpevoli e poi multati. Al termine del processo tre banchieri sono stati incriminati per frode.