Banche italiane depresse, per il momento rimandano rimbalzo

30 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Sfumano anche in questa prima parte di mattinata i sogni di rimbalzo per le banche made in Italy, che in queste ultime sessioni si sono dimostrate abbastanza deboli come nel resto del Vecchio Continente. Alla vigilia del lungo ponte per i festeggiamenti del Capodanno continua infatti a dominare il segno meno tra gli istituti quotati a Piazza Affari. Tra i titoli del Ftse Mib la peggiore è Unicredit, che estende così i ribassi della vigilia dopo il taglio del target price da parte di UBS, mostrando oggi un calo dell’1,44% a 1,575 euro. In una intervista a La Stampa il presidente della Fondazione Banco di Sicilia Giovanni Puglisi ha ribadito l’importanza che la politica resti fuori da Unicredit, per la quale devono decidere le Fondazioni. Il Presidente ha inoltre affermato che “ci sono le caratteristiche e le condizioni per riprendersi”. Sotto pressione il Banco Popolare, che arretra dello 0,65% a 3,435 euro. La Repubblica afferma che anche Caritorino sarebbe pronta ad entrare nell’Istituto sottoscrivendone l’aumento di capitale. Contando anche Cariverona, sono dunque due le grandi fondazioni che tra un mese potrebbero diventarne importanti azioniste, con la quota massima di legge dello 0,5% a testa. Allo stato attuale, prosegue il quotidiano, non sembra che possano aggiungersi alla lista altre fondazioni. In luce MPS, che ieri ha venduto l’1,1% della propria quota in Perimetro a Grapevine. Il mercato non sembra aver accolto con interesse l’operazione, dato che la banca senese sta cedendo oltre 1 punto percentuale a 0,847 euro. Tra gli altri istituti mostrano il segno più solo Banca Profilo +0,46% e Canca Carige +0,19%.