Banche italiane ancora senza ossigeno, dice Moody’s

2 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Le prospettive di Moody’s sul sistema bancario italiano rimangono negative e un possibile ritorno a prospettive stabili non sarà prima di fine anno. L’attesa è di utili “al minimo” nel 2010 soprattutto a causa del peggioramento della qualità dei crediti dovuta alla debolezza dell’economia. E’ il quadro che emerge da un’intervista di Apcom agli analisti di Moody’s esperti in istituzioni bancarie Henry MacNevin (senior vice president e team leader Italy & Cee) e Carlo Gori (vice president e senior analist).

“L’outlook sul sistema bancario italiano resta negativo, come da maggio dello scorso anno, e lo rimarrà per tutto il resto di quest’anno”, afferma MacNevin. Sulla redditività, spiega MacNevin, “impatteranno gli effetti dell’economia debole, quindi la qualità del credito, ma anche i ricavi”, con il margine d’interesse compresso da “tassi bassi ancora per tutto quest’anno”. Tra gli altri fattori negativi per le banche italiane, gli analisti di Moody’s si attendono possibili pressioni al rialzo per i costi della raccolta (ma non problemi di liquidità) e effetti legati alla nuova regolamentazione di Basilea III, che però dovrebbe impattare le banche italiane “in misura più contenuta” rispetto ad altri Paesi europei.

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Ma ci sono anche diversi “punti di forza”, sottolinea MacNevin: “Non ci sono rischi di bolle immobiliari e l’indebitamento delle famiglie rimane basso”. Inoltre, aggiunge MacNevin, in Italia “la leva è più bassa rispetto ad altri Paesi” e il funding, cioè la raccolta delle banche, “è basato sul retail”.