Banche irlandesi ancora a caccia di fondi. E la Bce aiuta il Portogallo

21 Febbraio 2011, di Redazione Wall Street Italia

SIENA – Tassi di interesse: in area Euro venerdì si è assistito ad un forte rialzo dei tassi di mercato governativi e swap dopo le parole del membro Bce Bini Smaghi secondo cui, qualora fosse necessario, la Bce potrebbe aumentare i tassi a causa dell’incremento delle pressioni inflazionistiche. Questa mattina Nowotny, altro membro Bce, ha dichiarato che l’istituto sta monitorando attentamente il rialzo dei prezzi delle commodity, anche se non ci sono per adesso segnali di “second round effect”, ossia un aumento dei salari.

Andamento misto per gli spread dei titoli periferici vs Germania. Secondo una fonte anonima, la Bce sarebbe intervenuta venerdì acquistando debito portoghese con scadenza compresa tra 2 e 5 anni. Indiscrezioni di stampa da parte sia di Ft sia del Wsj, segnalano che le banche irlandesi Anglo Irish Bank e Irish Nationwide Building Society sarebbero le responsabili del forte aumento della domanda di fondi overnight per le operazioni di rifinanziamento. Il motivo sarebbe legato alla necessità di disporre di asset per un’eventuale vendita immediata.

Nel week end è arrivato un brutto colpo per il partito della cancelliera Merkel (CDU) che nelle elezioni della città-stato di Amburgo ha subito un forte calo dei consensi (da circa 43% a 21%, secondo le prime proiezioni). Nuovo record storico dell’indice Ifo tedesco, che sonda le aspettative degli imprenditori del paese. Altre tre importanti elezioni regionali sono previste il 20 ed il 27 marzo (tra cui Baden Wuerttemberg).

Durante il fine settimana si è tenuto il G20 dei ministri delle finanze e dei banchieri centrali dal quale è emerso un accordo in extremis per l’inclusione di quattro indicatori da monitorare allo scopo di evitare la formazione di squilibri a livello mondiale. Gli indicatori da monitorare saranno: 1) deficit e debiti pubblici; 2) il livello di debito privato e di risparmio di un paese; 3) la bilancia di partite correnti; 4) i flussi di capitali in entrata in un paese. E’ stato escluso il livello di riserve valutarie e del tasso di cambio a causa del veto della Cina.

E’ emerso anche un accordo tra i membri per aumentare la flessibilità delle proprie valute ed evitare movimenti anomali sui cambi. Entro la prossima riunione di aprile il G20 si accorderà sulle linee guida per misurare gli squilibri tramite gli indicatori sopra citati.

Negli Usa la settimana si è chiusa con tassi di mercato governativi in lieve calo sulla parte breve mentre sono rimasti sostanzialmente stabili su quella a lunga, in un contesto di operatori piuttosto cauti in vista del weekend lungo. Nel frattempo sembra non arrestarsi il rally dei mercati azionari, con i principali indici che hanno chiuso la terza settimana consecutiva in rialzo, aggiornando i livelli massimi.

Sul fronte politico, nel corso del weekend la maggioranza repubblicana alla Camera ha approvato un disegno di legge che prevede ulteriori tagli alla spesa federale per circa 60 Mld$ da inserire nel bilancio di quest’anno. La proposta difficilmente verrà approvata dal Senato a maggioranza democratica ed il presidente Obama ha già dichiarato che non firmerà tale proposta. Data la chiusura dei lavori parlamentari durante questa settimana sarà necessario trovare entro il 4 marzo un compromesso altrimenti, come già accaduto nel 1995, si rischia il blocco della spesa federale. Oggi i mercati Usa saranno chiusi per festività.

Tasso di cambio euro/dollaro

Valute: chiusura di settimana apprezzamento per l’euro, con il cross verso dollaro che si è spinto in prossimità di area 1,37. A favorire la moneta unica, sono state le citate dichiarazioni del membro Bce Bini Smaghi sul tema rialzo tassi. Prima resistenza a 1,3750, supporto a 1,3620. Yen in apprezzamento vs dollaro e deprezzamento vs euro. Verso quest’ultimo la resistenza da monitorare si colloca a 114. Verso dollaro resistenza a 84 e supporto a 82,70.

Gli ultimi dati del Cftc mostrano che gli speculatori hanno bruscamente invertito il posizionamento, puntando ad un deprezzamento dello yen vs dollaro per la prima volta dallo scorso giugno. Venerdì la Cina a sorpresa ha aumentato il tassi di riserva obbligatoria di 50pb, per la seconda volta nel 2011. Lo yuan cinese vs dollaro è salito al nuovo massimo.

Materie Prime: in mattinata, in rialzo il greggio Wti sopra quota 87 $/b e il Brent oltre i 104$/b a causa delle tensioni in Medio Oriente e Nord Africa. Lo scorso venerdì si è assistito ad una chiusura di settimana mista per le principali commodity. Positivi oro (+0,3%) ed argento (+2,3%), quest’ultimo ai massimi da 31 anni. In rialzo anche i metalli industriali guidati dal piombo (+3%)i. In calo gli agricoli guidati dal cotone (-3,4%), in controtendenza il caffè (+1,6%).

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