BANCHE: INTESA? NON PAGHERA’ IL DIVIDENDO

20 Marzo 2009, di Redazione Wall Street Italia

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– Niente dividendi per gli azionisti di Intesa Sanpaolo. È questa la decisione che il consiglio di gestione, stando alle indiscrezioni della vigilia, sarebbe intenzionato a prendere oggi nell’attesa riunione di approvazione del bilancio 2008 della prima banca italiana. Una decisione che non sarebbe da mettere in relazione al risultato finale, atteso in utile malgrado l’impatto della crisi finanziaria ed economica, ma alla scelta di dare priorità al rafforzamento patrimoniale del gruppo. Scelta che si aggiunge a quella, ormai certa, di chiedere fino a quattro miliardi di Tremonti bond al Governo italiano.

Entrambe le decisioni erano nell’aria da settimane, ma solo oggi saranno ufficializzate dal board di Intesa Sanpaolo. Sul tema del dividendo, l’amministratore delegato Corrado Passera aveva già anticipato al mercato – a metà novembre, in occasione della terza trimestrale – che Intesa Sanpaolo non avrebbe assegnato dividendo in contanti. Lasciando però in sospeso il tema di un eventuale distribuzione della cedola in azioni o della cancellazione totale del dividendo.

Alla fine dei primi nove mesi del 2008 l’utile netto era stato di 3,8 miliardi. Anche ipotizzando che nel quarto trimestre sui conti si abbattano maxi-rettifiche e accantonamenti, il saldo di fine anno sarà ampiamente in utile. La non distribuzione del dividendo sarà dunque una scelta degli amministratori, che sembrano decisi a privilegiare il rafforzamento della dotazione patrimoniale escludendo in modo definitivo ogni ipotesi di aumento di capitale.

Le grandi Fondazioni azioniste (dalla Compagnia Sanpaolo alla Fondazione Cariplo, dalla Carisbo a Cariparo e Cr Firenze) sarebbero già state sondate in merito a questa eventualità. E avrebbero accettato, in alcuni casi senza nascondere qualche malcontento, l’idea di rinunciare per un anno al dividendo privilegiando il rafforzamento della banca. Le erogazioni per l’anno in corso saranno comunque garantite dal fondo di dotazione alimentato dagli accantonamenti degli anni precedenti. Negli ultimi due anni, Intesa Sanpaolo aveva assegnato agli azionisti extra-dividendi grazie all’eccesso di capitale generato anche dalle plusvalenze sulla cessione di asset. In teoria, anche nel 2008 esisteva un ampio piano di cessioni (stimato a fine agosto in circa 8 miliardi di euro). Ma il crollo dei mercati, precipitati da settembre in poi a seguito del crack Lehman Brothers, hanno impedito al gruppo di procedere alla vendita di asset che, dati i prezzi, si sarebbe trasformata in una svendita. All’ordine del giorno del consiglio di Intesa Sanpaolo anche la questione Intesa Vita (che oggi sarà affrontata anche dai board di Generali e Alleanza). Le Generali hanno già preannunciato lo scioglimento della joint venture e l’esercizio della put costerà a Intesa circa 700 milioni.

In attesa della riunione del consiglio di oggi, in Borsa i titoli di Intesa Sanpaolo hanno frenato la rincorsa delle ultime sedute. E dopo una mattinata al rialzo, tanto da superare la quota dei 2 euro, nel finale hanno perso terreno chiudendo in calo del 3,6% a 1,84 euro.

Più brillante, invece, la performance giornaliera di UniCredit che – dopo il +19% di mercoledì – ieri in Borsa ha guadagnato ancora il 6,24% a 1,225 euro. Il gruppo guidato dall’amministratore delegato Alessandro Profumo aveva annunciato mercoledì un risultato netto 2008 di 4,015 miliardi di euro, confermando l’assegnazione di un dividendo in azioni sulla base di 13 nuove azioni ogni 36 in circolazione. Archiviato il tema del rinnovo del presidente (i grandi soci hanno convenuto che sarà confermato Dieter Rampl), sull’argomento è tornato ieri con parole chiare il vicepresidente di UniCredit Fabrizio Palenzona. «Siamo assolutamente favorevoli alla riconferma degli attuali vertici: lo eravamo in tempi negativi per i corsi borsistici e, a maggior ragione, lo siamo oggi». Aggiungendo che l’impegno del board è totalmente concentrato sul sostegno alla banca. «Non ci facciamo distrarre da queste cose – ha detto Palenzona, riferendosi al confronto sulla presidenza – il vero obiettivo è gestire al meglio una azienda così importante con UniCredit».

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