BANCHE EUROPEE REGGONO ALLO STRESS TEST

2 Ottobre 2009, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono scesi su tutta la curva, in particolare sul tratto decennale. Lo spread 2-10 anni è calato da 195 a 193pb. Gli acquisti di bond governativi sono stati favoriti dai dati macro negativi in Europa e negli Usa. Il tasso di disoccupazione dell’area è salito ad agosto ai massimi da oltre 10 anni, attestandosi al 9,6%.

Nel pomeriggio i dati in arrivo dagli Usa hanno rafforzato i flussi di acquisto, in particolare focalizzandosi sui bond tedeschi. In allargamento gli spread dei paesi periferici con il differenziale Btp-Bund salito a 96pb. Lo spread dei titoli irlandesi si è allargato ieri di 15pb in prossimità dei 160pb, in attesa del secondo referendum in Irlanda sul Trattato di Lisbona in programma oggi. Secondo i sondaggi, questa volta dovrebbe vincere il sì. Se puo’ interessarti, in borsa si puo’ guadagnare con titoli aggressivi in fase di continuazione del rialzo e difensivi in caso di volatilita’ e calo degli indici, basta accedere alla sezione INSIDER. Se non sei abbonato, fallo ora: costa solo 76 centesimi al giorno, provalo ora!

Secondo stime dell’Unione Europea, le banche europee potrebbero registrare perdite per circa 400 Mld€ nel 2009/10 nel caso di uno scenario negativo. Secondo uno studio del Committee of European Banking Supervisors tramite l’utilizzo di stress test, sotto le attuali previsioni economiche nessuna delle principali 22 banche dell’area vedrà il Tier 1 scendere sotto il 6% neppure nello scenario peggiore. Le assunzioni alla base di tale stress-test sono di un Pil 2009 in calo del 5,2% e del 2,7% nel 2010. Non è stato fornito un dettaglio per paese e neppure il nome delle banche oggetto di analisi. Oggi non sono attesi dati macro di rilievo in Europa, pertanto gli operatori si focalizzeranno sui dati del mercato del lavoro Usa del pomeriggio. Sul decennale governativo il supporto si colloca al 3,10%.

Negli Usa tassi di mercato in marcato calo soprattutto sulla parte a lungo termine sulla scia di forti perdite dei listini azionari. Il mese di ottobre pertanto si è aperto in senso negativo sui mercati azionari: gli operatori hanno utilizzato come pretesto alcune indicazioni macro meno favorevoli come ad esempio il calo dell’indice Ism manifatturiero nel mese di settembre (che permane comunque al di sopra di quota 50) ignorandone altre come ad esempio l’indicazione di possibile prosecuzione della fase di stabilizzazione sul mercato immobiliare, come segnalata dal buon recupero dei contratti di compravendita in via di perfezionamento nel mese di agosto.

I dati sui consumi delle famiglie di agosto hanno inoltre registrato il maggior recupero mensile dal 2001. In questo caso è stato piuttosto forte l’impatto del piano di rottamazione auto, come dimostrato del resto dai dati sulle vendite di auto di settembre che, proprio in seguito alla fine del citato piano hanno invece segnato un calo annuale di oltre il 20%, interessando soprattutto Gm e Chrysler. Allo stesso tempo si è nuovamente riaperto il caso della secolare banca CIT, che potrebbe essere in procinto di dichiarare bancarotta nel caso in cui non riesca a portare avanti il piano di scambio di titoli di debito con altri titoli obbligazionari ed azioni.

Il piano è infatti subordinato al fatto che CIT riesca a ridurre di 5,7Mld$ il proprio indebitamento. Nel frattempo le nuove stime sul Pil Usa 2010 del Fmi sono state portate all’1,5%. Oggi l’attenzione è sui dati del mercato del lavoro per i quali ieri Goldman Sachs ha rivisto al rialzo la stima dei posti di lavoro persi, portandola da 200.000 a 250.000, a fronte di un consensus attuale di circa 175.000 unità. Nel breve supporto sul decennale a quota 3,15%.

Valute: Dollaro in marcato apprezzamento verso Euro, seguendo ancora una volta da vicino la dinamica del mercato azionario. Nei prossimi giorni sarà importante la tenuta del supporto in prossimità di 1,4430, pari cioè ai livelli segnati ad inizio agosto. La possibilità di raggiungere già oggi tale livello è molto legata al tenore dei dati sul mercato del lavoro di oggi. Poco importanza avrà l’esito del G-7 ad Istanbul per il quale alcune fonti incidano la possibilità che non venga emesso alcun comunicato. Yen in apprezzamento sulla scia dei ribassi delle borse. La valuta nipponica è stata anche favorita da dati migliori alle attese relativi al tasso di disoccupazione ed ai consumi della famiglie giapponesi. Verso Euro il supporto più vicino da monitorare si colloca a 129,60, la cui rottura potrebbe dare luogo ad un movimento fino area 128-128,50.

Materie Prime: in ribasso quasi tutte le componenti dell’indice GSCI. Chiusura in lieve rialzo per il greggio WTI (+0,3%), nonostante il ritracciamento dei listini azionari. Male il gas naturale che ha chiuso in calo quasi dell’8%. Negativi tutti i metalli industriali, guidati da piombo (-4,2%), zinco (-3%) e rame (-2,9%). In calo anche i preziosi, in particolare l’argento (-1,3%). Tra gli agricoli il calo è stato guidato da zucchero (-2,6%) e cotone (-2,4%).

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