Banche europee, JPM lancia nuovo alert: buco da 26 miliardi

30 Novembre 2015, di Alberto Battaglia

MILANO (WSI) – Il modello di business delle banche europee, dall’inizio della crisi del 2008, ha dovuto confrontarsi con molteplici sfide: nuove regole sul capitale che favoriscano la solidità, un ambiente in cui i tassi bassi sono diventati la norma, cui s’è aggiunto l’eventuale pagamento per i misfatti compiuti nel passato. L’anno prossimo non si prospetta facile per le banche europee, che probabilmente dovranno fare i conti con un’ulteriore avanzamento della politica monetaria espansiva (vista l’inflazione pressoché nulla dell’area euro) e un’ulteriore allargamento del Common Equity Tier 1, che costringerà gli istituti ad allocare i propri asset in modo più prudente.

Macinare profitti in un contesto del genere si fa sempre più difficile.

Per quanto riguarda il capitale, un report di JP Morgan Cazenove ha stimato che, se i livelli proposti del nuovo Cet1 verranno implementati, si verificherà un ammanco pari a 26 miliardi di euro per 35 fra i maggiori istituti europei. La Bce, d’altro canto, ha suggerito che per l’anno prossimo le nuove regole  sulla competizione nel settore non dovrebbero includere novità sulle esigenze di capitale.

La quantità di crediti deteriorati in Europa è ancora impressionante, a distanza di anni dalla crisi finanziaria: si parla di un malloppo pari al 7,3% del Pil dell’Unione Europea, ha stimato l’Eba. Secondo Beat Wittmann, di Tcmg and Dynapartners la situazione non è delle più favorevoli per il settore:

Un ulteriore abbassamento dei tassi d’interesse da parte della Bce potrebbe far scattare un altro giro di cambiamenti nel modello di business bancario, nella sua strategia e nel consolidamento del settore. Se la Bce disporrà tassi addirittura inferiori, la pressione dei margini sugli affari bancari tradizionali raggiungerà per alcuni livelli di reale sofferenza

Il consolidamento del sistema bancario ha di fronte una strada ancora lunga prima di raggiungere una competizione pan europea fra grossi istituti. Quale che sia l’area di riferimento, le banche avranno presto molto da ragionare per fare profitti e continuare a stare sul mercato.

Fonte: Cnbc