Banche e npl, alert Fitch: in vista altri aumenti di capitale in Italia

20 Settembre 2017, di Alberto Battaglia

“Il focus del regolatore sulla riduzione degli stock di Npl potrebbe concretizzarsi in nuove esigenze di capitale” oppure costringere a operazioni di consolidamento (M&A), risoluzioni o ad altre azioni per alcune banche: è questo il monito dell’agenzia di rating Fitch a proposito di una “massa di non performing loans” (npl) che “continua a pesare in maniera consistente sui bilanci di alcune banche europee, specialmente in Italia”.

È quanto si legge nel credit outlook del terzo trimestre 2017 curato da Fitch. Lo scenario di nuove fusioni e acquisizioni e di nuovi possibili aumenti di capitale per le banche europee potrebbe portare, scrive Fitch, alla revisione delle regole Ue sulle risoluzioni bancarie.

I crediti deteriorati, secondo l’ultimo rapporto dell’Associazione Bancaria Italiana (Abi) pubblicato martedì, restano in calo nel mese di luglio, con valori relativi alle sofferenze nette pari a 65,843 miliardi (minimi dal marzo 2013) e un rapporto coi prestiti totali sceso al 3,82%; i dati di giugno avevano calcolato l’ammontare delle sofferenze nette a 71,237 miliardi con un rapporto sui prestiti del 4,08%.

È nel mese di luglio che Unicredit ha ultimato la sua cessione di sofferenze, liberando il bilancio di oltre 16 miliardi di euro. Secondo il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, “il crollo dell’ammontare delle sofferenze nette testimonia il forte impegno delle banche in Italia, che continua e produrrà ulteriori riduzioni”.

Riduzioni che tuttavia non sono ancora ritenute sufficienti dall’agenzia americana. Stando a quanto aveva dichiarato l’amministratore delegato di Banca Ifis, Giovanni Bossi, le cessioni di nel a fine 2017 arriveranno a toccare i 100 miliardi di euro: “un momento di svolta” per il settore.