Banche: cosa sta accadendo? Ieri l’alert del Wsj, oggi della Cina

8 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

E ora ci si mette anche la Cina? Certo, che a volte il detto “piove sempre sul bagnato” sembra essere vero. Ed è da due giorni che ormai la pioggia tartassa il sistema bancario. Con effetti negativi che vengono scontati tutti dall’azionario.

Nella giornata di oggi, l’Authority cinese sulla vigilanza delle banche ha iniziato a a parlare di rischio sistemico in capo al sistema bancario cinese affermando che è urgente aumentare le procedure di controllo.

La presa di posizione è arrivata da Liu Mingkang, direttore della Commissione di vigilanza sulle banche:”il rischio potenziale di una crisi sistemica del sistema non puo’ essere ignorato anche perche’ la gestione della liquidita’ bancaria e’ debole”, ha detto Liu in un convegno di manager bancari.

Per Liu occorrono dunque controlli piu’ stringenti sul profilo di rischio degli istituti di credito. Probabile che tra le principali preoccupazioni dell’Authority ci sia anche la crescente esposizione delle banche verso il settore immobiliare che vive ancora una spensierata bolla speculativa. L’Accademia Sociale delle Scienze di Pechino ha calcolato tra l’altro che sul totale dei prestiti bancari, pari a 44 mila miliardi di yuan, ben 20 mila miliardi sono finiti nel mattone.

Insomma, all’indomani dell’articolo del Wall Street Journal – che ha avvertito sull’affidabilità degli stress test condotti sulle banche europee – arriva ora anche un monito cinese.

E che dire della dichiarazione appena rilasciata da Axel Weber, membro della Bce e presidente della Bundesbank? Pur precisando di non “condividere le paure di una double dip (doppia recessione), Webrr ha avvertito che la crisi “non e’ finita, stante l’incertezza non si puo’ escludere una retromarcia dei mercati finanziari”.

Eppure c’è qualcuno che invita a non farsi prendere dal così come si può definire panico delle banche.

Intevistato da Class Cnbc Alessandro Frigerio di RMJ sgr, ha sottolineato per esempio che l’articolo del Wall Street Journal d ieri è stato alla fine preso come elemento di trading della giornata, come “una scusa per dare il via a movimenti speculativi”. D’altronde, ha precisato, “le aziende non cambiano da una settimana all’altra. C’è insomma molta speculazione che potrebbe continuare”.