BANCHE, COMPARTO AI MINIMI DI QUASI 10 ANNI

15 Luglio 2008, di Redazione Wall Street Italia

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori e clientela professionale ai sensi dell’allegato n.3 al
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(WSI) – In Germania è atteso l’indice Zew di luglio che, considerato l’attuale situazione dei mercati finanziari, potrebbe continuare a registrare un peggioramento della componente prospettica. Molto attesa l’audizione congiunta al Congresso di Bernanke, Paulson e Cox.

Tassi di interesse: le tensioni sui listini azionari hanno determinato un calo dei tassi di mercato europei su tutta la curva. Il differenziale 2-10 anni è sceso portandosi in prossimità dello zero, con il tasso decennale sceso sotto il 4,40%. L’andamento dei tassi è stato guidato anche dal calo della produzione industriale di maggio per l’intera area che ha risentito fortemente del calo dei beni intermedi e capitali, confermando il rallentamento atteso già dal secondo trimestre. Oggi l’attenzione sarà rivolta oltre al’indice Zew tedesco, soprattutto all’apertura del mercato statunitense in vista del discorso di Bernanke al Senato. Sul decennale il primo supporto si colloca a 4,34% ed il secondo a 4,30%.

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Negli Usa tassi di mercato nuovamente in forte calo sulla scia delle perdite dei mercati azionari, trascinati al ribasso dal comparto finanziario, ai minimi da quasi dieci anni. Tra gli operatori si è scatenata la ricerca della prossima istituzione finanziaria che seguirà le orme di IndyMac. Ieri i titoli maggiormente al centro del’attenzione sono stati quelli di Washington Mutual (principale cassa di risparmio Usa) e di National City. Entrambe hanno provato a frenare le pressioni al ribasso ribadendo che l’attività non presenta criticità. Allo stesso tempo è continuato anche il calo di Freddie Mac e Fannie Mae, malgrado il buon accoglimento delle emissioni a brevissimo termine.

Oggi sarà molto attesa l’audizione di Bernanke al Congresso che vedrà come protagonista anche il presedente della Sec Cox ed il ministro del Tesoro Paulson. Oggi verranno anche ufficializzati i dettagli del piano di riduzione dei costi di General Motors con l’obiettivo di ritorno al profitto nel 2010. In questo contesto è comprensibile immaginare come alcuni operatori come il celebre Jim Rogers sottolineino come il piano di salvataggio delle due Gse aumenti la percezione di rischiosità dei Treasury Usa. Per oggi il supporto sul decennale passa a 3,75%.

Valute: Dollaro in deprezzamento verso Euro. I timori legati al peggioramento della crisi finanziaria riducono sensibilmente la possibilità concreta di futuri rialzi dei tassi della Fed. Di conseguenza diventa sempre più verosimile la possibilità di toccare ed anche superare il record storico di 1,6018. Il ribasso del listino azionario giapponese calato ai minimi da oltre 3 mesi ha favorito l’apprezzamento dello Yen sia verso Euro sia verso Dollaro. Verso Dollaro il supporto rilevante si colloca a 105. La BoJ ha lasciato invariato il tasso di riferimento allo 0,50%, abbassando però le proprie stime di crescita per l’anno fiscale 2008 (che termina nel marzo 2009) da 1,5% a 1,2% a/a. Il motivo risiede negli elevati costi energetici che hanno un impatto negativo sulla crescita. Sono state alzate le aspettative di inflazione.

Materie prime: greggio Wti stabile intorno ai 145$ dopo una temporanea accelerazione in seguito alla notizia di uno sciopero della durata di 5 giorni degli operai di Petrobras, l’azienda petrolifera brasiliana. La perdita di produzione sarebbe pari a 400.000 b/g secondo quanto dichiarato dalla società. Negativi i metalli industriali ad eccezione del rame (+0,3%) su timori di sciopero dei minatori in Perù. Delle tensioni finanziarie continuano invece a beneficiarne i metalli preziosi con l’oro (+1,4%) e l’argento (+2,3%) tra i migliori dell’indice GSCI. Tra gli agricoli marcati cali del mais (-3,4%) e della soia (-2,2%) sulla speculazione che le condizioni meteo favorevoli al raccolto attese nei prossimi giorni possano bilanciare i precedenti danni creati dalle alluvioni. Male anche lo zucchero (-2,9%).

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