Banche centrali e sfide post-crisi. Critica a tassi bassi per lungo periodo

26 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro venerdì si è assistito nella prima parte della giornata ad un allargamento degli spread con quello italiano che si è portato sopra 330 pb e ad un calo dei listini, per poi invertire la rotta nel pomeriggio sulla scia dell’andamento dei listini d’oltreoceano.

Il differenziale Italia-Germania ha chiuso infatti la sessione a 317 pb poco variato dal giorno prima. Il tasso decennale tedesco è sceso portandosi sotto l’1,9%.

Ancora un rialzo per i depositi presso al Bce. Venerdì i depositi sono passati a 785,4 Mld€ da 763,3 di giovedì.

In Germania le elezioni nel lender di Saarland, in base alle proiezioni di ieri sera riportate da Bloomberg, sono state vinte dal partito della Merkel con il 35% delle preferenze, superando i voti ottenuti nelle elezioni del 2009, contro il 30,7% dell’Sdp.

Ancora un duro colpo per il partito Fdp (Free Democratic Party) che ha ottenuto poco sopra l’1% dei consensi, molto al di sotto della soglia del 5% necessaria per ottenere dei seggi in Parlamento.

Il voto potrebbe aumentare le tensioni tra il partito della Merkel ed il suo alleato Fdp e rappresenterebbe un importante test della coalizione con il partito dei verdi che ha invece ottenuto il 5% dei consensi. Diverso il risultato nella città di Francoforte in cui le elezioni hanno visto la vittoria del Sdp.

Secondo quanto riportato da Ft, la Germania, in seguito alla pressioni internazionali, sarebbe pronta a cedere alla possibilità di rafforzare la dotazione dei fondi Efsf/Esm. Secondo il quotidiano l’opzione di unire la dotazione dei fondi Efsf (440 Mld€) ed Esm (500 Mld€) per il periodo di convivenza (luglio 2012 – luglio 2013) sembrerebbe quella maggiormente favorita. La dotazione complessiva, esclusi i 200 Mld€ circa impegnati già per Grecia, Irlanda e Portogallo, ammonterebbe così a 740 Mld€.

Secondo Rehn questa opzione potrebbe bastare a convincere il Fmi ad aumentare le sue risorse.

Asmussen, membro della Bce, in un’intervista ad un quotidiano finlandese, ha dichiarato che è ancora troppo presto per decidere di uscire dalle misure non convenzionali, anche se il board ha iniziato a pensare a come farlo.

Allo stesso tempo il membro francese Coeure, ha dichiarato che il ritiro delle misure non convenzionali dipenderà dalla situazione economica e finanziaria. Secondo Coeure gli strumenti necessari per quest’operazione ci sono già e saranno disponibili quando necessario.

Sul fronte macro segnaliamo il rialzo, migliore delle attese, della componente corrente e prospettica dell’indice Ifo tedesco di marzo.

In Germania e Francia oggi sono attese emissioni di titoli a breve per 9,9 Mld€.

Negli Usa la seduta di venerdì ha visto un ridimensionamento dei tassi d’interesse che si sono riportati, sul tratto decennale, in prossimità del 2,2%. I listini azionari hanno recuperato parte delle perdite registrate nelle precedenti sedute, chiudendo però la peggiore settimana da inizio anno.

I timori di rallentamento cinese hanno infatti pesato sui settori energetico e materie prime, mentre è proseguita la corsa di tecnologici e finanziari.

Durante il weekend, nella conferenza organizzata dalla Fed a Washington ed incentrata sulle sfide che le banche centrali stanno affrontando post crisi 2008, è emersa una critica da parte di alcuni banchieri al mantenimento di tassi bassi per un periodo prolungato di tempo.

Il governatore della BoJ, Shirakawa, vista la lunga esperienza del Giappone con una politica di tassi prossimi allo 0%, ha sottolineato come l’effetto di politiche monetarie accomodanti disincentivano i governi nel cercare di aggiustare i propri problemi di debito ed allo stesso tempo possono dare una spinta al rialzo ai prezzi delle materie prime.

Valute: chiusura di settimana all’insegna della forza per la moneta unica europea che nella seduta di venerdì si è portata a ridosso della resistenza posta a 1,33 per poi chiudere poco sotto. Questa mattina invece il cross si indebolisce portandosi sotto 1,325. I livelli si supporto e resistenza si mantengono rispettivamente a 1,3150 / 1,33. Da segnalare che la scorsa settimana si è assistito ad un’ulteriore diminuzione, stando ai dati CFTC, delle posizioni nette corte di euro vs dollaro, sui livelli minimi dallo scorso novembre.

Dopo due sedute di pausa, lo yen torna a deprezzarsi vs euro e vs dollaro. Il livello di resistenza di 110 vs euro è ormai prossimo ad essere testato, mentre vs dollaro si attesta a 83. I livelli di supporto sono 82 per il dollaro e 109 per l’euro.

Materie Prime: giornata positiva per la maggior parte delle componenti dell’indice GSCI. Il rialzo maggiore è stato registrato dall’argento (+3%), seguito dal Brent (+1,6%). Tra i peggiori segnaliamo il nichel (-1,5%) e lo zucchero (-1,1%). I dati della CFTC hanno evidenziato che gli speculatori la scorsa settimana hanno leggermente aumentato le posizioni rialziste nette sul comparto delle materie prime, dopo averle ridotte nella settimana precedente.

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