Banche australiane troppo grandi per fallire?

30 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – A dicembre dell’anno scorso il Tesoriere Joe Hockey aveva annunciato i termini di riferimento per una revisione del sistema finanziario guidata da David Murray.

Joe Hockey, però, già a ottobre 2010 aveva discusso la proposta, vista come un tentativo di dare una smossa al sistema finanziario dopo la GFC, con l’obiettivo di capire cosa funzionasse bene e cosa invece sarebbe dovuto cambiare.

Tuttavia, informa il Guardian, dal rilascio dei termini di riferimento, un certo numero di commentatori ha manifestato il timore che la revisione servisse più che altro a rafforzare lo status quo e la posizione delle quattro grandi banche.

Proprio come quando, tempo fa, Hockey aveva manifestato a propria preoccupazione per i rischi assunti dalle banche e per la concentrazione del potere nelle mani dei quattro maggiori istituti di credito: ANZ, banca del Commonwealth (CBA), NAB e Westpac.

Hockey, infatti, aveva notato che durante la GFC, banche come St George, BankWest erano state rilevate rispettovamente da Westpac e CBA; che Westpac aveva anche inglobato RAMS mentre la CBA avvea incorporato Wizard Home Loans e il 30 per cento di Aussie Home Loans. NAB, invece, aveva assunto quello che già allora era il più grande istituto di credito non bancario dell’Australia, Challenger.

In poche parole, secondo Hockey, la GFC ha fatto sì che “le quattro maggiori banche siano diventate gran parte del sistema finanziario australiano”.