BANCHE ANCORA TROPPO CARE

6 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
Quasi sei euro per pagare una bolletta allo sportello. Fino a due euro e mezzo di commissioni per prelevare dal Bancomat di un’altra banca. L’Adusbef torna a puntare il dito contro il caro-banca ed estende la sua critica a «Pattichiari», il consorzio emanazione dell’Abi, nato per permettere una maggiore trasparenza sui servizi bancari e sui relativi costi.

«Invece si è rilevato solo una scatola cinese dell’associazione delle banche – dice il presidente dell’associazione dei consumatori, Elio Lannutti -. Il sito Internet dove dovrebbero essere disponibili i costi delle varie voci dei conti corrente spesso non è aggiornato e non serve a nessuno». Secondo una ricerca condotta dall’associazione i dati di Pattichiari offrirebbero una possibilità di comparazione «puramente virtuale, risultando utile solo prima dell’apertura del conto corrente: subito dopo, infatti, la banca può cominciare a mutare le condizioni contrattuali stabilite con il cliente».

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L’associazione ha svolto quindi un’indagine su alcuni servizi di base offerti da una ventina di banche italiane, attingendo, spiega Lannutti, «sia da Pattichiari, sia da altre fonti, laddove il sito del consorzio si è mostrato non aggiornato o carente». I risultati? «Dimostrano ancora una volta – dice l’associazione – la rapacità delle banche». Secondo le rilevazioni dell’associazione, nell’ambito dei prestiti personali Deutsche Bank risulta avere il Taeg (il tasso che esprime il costo complessivo) più elevato, pari al 16,26%, mentre a Bipop e Banca Toscana va la palma delle migliori offerte. Banca Antonveneta è quella che chiede più commissioni (2,50 euro) ai propri clienti che prelevano contante dagli sportelli di altri istituti, Banca Generali è invece la più conveniente, con 1,55 euro.

L’Adusbef nota poi che mentre «il tasso creditore è ancora sotto zero, nonostante la legge Bersani imponga alle banche di adeguare anche i tassi sui depositi, quando aumentano quelli della Bce», quelli debitori «sono molto flessibili» e superano il 14% come nel caso citato del Banco Popolare di Verona e Novara. C’è poi il pagamento delle bollette allo sportello, che alla Popolare di Milano, segnala l’Adusbef, può costare 5,80 euro. La ricerca è contestata dalle banche. «Pattichiari – spiega Massimo Roccia, segretario del consorzio – offre uno strumento di confronto tra 500 prodotti offerti in 20 mila sportelli di 100 banche, pari all’80% dell’offerta del mercato. Anzitutto non è vero che il sito Internet non venga costantemente aggiornato».

Secondo il rappresentante bancario ad attestare l’aggiornamento, requisito essenziale per restare nel consorzio è «una certificazione di qualità effettuata da soggetti esterni». Inoltre «su 2,5 milioni di confronti eseguiti, non abbiamo mai avuto una critica relativa a mancati aggiornamenti, anche perché le banche li effettuano contemporaneamente a quelli dei propri fogli informativi pubblicati sui rispettivi siti Web». Se l’Adusbef critica la possibilità della banca di poter modificare i prezzi in ogni momento, Roccia ribatte spiegando che «da un lato, grazie ai meccanismi della concorrenza, diversi istituti hanno già deciso di bloccare i prezzi per diversi anni, dall’altro noi stessi abbiamo lanciato “cambioconto”, che permette di trasferire il proprio conto compreso delle domiciliazioni».

Secondo Roccia, le spese più elevate sono legate a cattive abitudini nell’approccio con la banca. «In media – spiega – da un anno a questa parte, al netto dell’inflazione, i prezzi dei 500 prodotti da noi monitorati sono calati del 16%. Se poi si sceglie il conto a pacchetto, che include numerosi servizi altrimenti pagati separatamente, il risparmio annuo è del 30%, a cui si aggiunge un altro 40-50% se per le operazioni si predilige Internet».

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