Banche: Abi, utili in calo ma settore resiste alla crisi

24 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Gli effetti della crisi economica, anche nel 2009, hanno pesato sulle banche italiane facendo segnare un calo degli utili e un significativo incremento delle sofferenze e delle rettifiche su crediti. Lo si legge in una nota dell’Abi che rileva come in un contesto globale molto complesso, il settore bancario italiano continua a mostrare un buon livello di solidità e stabilità anche rispetto ai principali paesi dell’Eurozona. Il momento delicato attraversato dai mercati richiede ancora più coesione e collaborazione da parte di tutti i soggetti economici, e soprattutto l’impegno delle istituzioni affinché il quadro regolamentare sia sempre più coerente per rafforzare il ruolo del settore bancario italiano a supporto dello sviluppo dell’economia nazionale. Il Rapporto 2009 sul settore bancario è stato presentato oggi a Roma dal Direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, e da Gianfranco Torriero, responsabile Area Centro Studi e Ricerche Abi. All’incontro hanno partecipato il Vice Presidente dell’Abi, Mario Sarcinelli, il Direttore generale di Intesa San Paolo, Gaetano Miccichè, il Vice Presidente e Presidente Piccola Industria di Confindustria, Vincenzo Boccia, il Professore di Finanza dell’Università Bocconi, Stefano Caselli, il Direttore Generale di Aifi, Anna Gervasoni. Dall’analisi dei conti economici del campione di 41 gruppi bancari presi in esame emerge una diminuzione del Roe medio a circa il 4% nel 2009 rispetto al 5,3% del 2008. Secondo le attese, le sofferenze mostrano una consistenza netta di 34 miliardi a fronte dei 25 miliardi di fine 2008. L’incidenza sul totale delle esposizioni creditizie verso clientela è pari all’1,4%, a fronte dell’1% di fine 2008. Le commissioni nette hanno subito una contrazione del 2,4%, attestandosi su un valore complessivo di 23.3 miliardi di euro. L’utile d’esercizio ha registrato una contrazione del 22,2%, da 10.2 miliardi di euro del 2008 a circa 8 miliardi del 2009. A fine anno il totale attivo ha raggiunto circa i 2.7 miliardi di euro, segnando una diminuzione del 2,9% sul 2008. Rilevante appare la quota dell’attivo riferita a crediti verso clientela (65,1%, in incremento rispetto al 64,2% del 2008), pari a dicembre 2009 a 1.745 miliardi di euro. Dal lato delle spese amministrative si è registrata una variazione negativa del 3,6%. Le banche italiane migliorano il loro livello di patrimonializzazione. Il primo coefficiente (tier 1 capital ratio che riguarda le componenti patrimoniali di più elevata qualità del “patrimonio di vigilanza”) passa dal 6,89% del 2008 all’8,20% nel 2009. Il total capital ratio, relativo all’intero “patrimonio di vigilanza”, si attesta all’11,60% rispetto al 10,42% dell’anno precedente.