Banca Mondiale: 767 milioni di persone vivono con $1,90 al giorno

18 Ottobre 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Circa 767 milioni di persone vivono con circa 1,90 dollari al giorno. E’ l’ultima fotografia scattata dalla Banca Mondiale sullo stato di prosperita’ del pianeta, da cui emerge che, seppure lentamente, tra il 1993 e il 2013 il numero di poveri e’ sceso sotto 1 miliardo, passando da un terzo a un decimo della popolazione mondiale.

Secondo l’organizzazione internazionale, il maggiore declino e’ avvenuto nei due paesi piu’ popolosi, ovvero India e Cina, dove il numero dei poveri e’ sceso rispettivamente di 218 milioni (dal 2004 al 2013) e 320 milion (dal 2002 al 2012).

Il dato arriva in contemporanea con un altro, altrettanto preoccupante, e piu’ vicino a noi.Secondo l’identikit dei nuovi poveri tracciato dal Rapporto 2016 della Caritas italiana,   non più solo disoccupati, anziani o famiglie numerose: oggi vivono al di sotto della soglia di povertà anche i lavoratori, le famiglie non necessariamente numerose, i giovani.

Un quadro cambiato negli ultimi anni, spiega il rapporto che, secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Istat e riferiti al 2015, vede un milione e 582mila famiglie in povertà assoluta, cioè più di 4,5 milioni di individui.

“Si tratta del numero più alto dal 2005”, spiega il rapporto Caritas. “E si tratta, parlando di povertà assoluta, della forma più grave di indigenza, quella di chi non riesce ad accedere a quel paniere di beni e servizi necessari per una vita dignitosa. Dal 2007, anno che anticipa l’inizio della crisi economica, la percentuale di persone povere è più che raddoppiata, passando dal 3,1 per cento al 7,6 per cento. La crescita è stata continua, con l’unica eccezione registrata nel 2014, illusoria rispetto a un’inversione di tendenza”.

La povertà assoluta colpisce soprattutto gli under 35 (10,2%) mentre cala all’8,1% per la fascia 35-44 anni per scendere al 4% per gli over 65. L’altra inversione di tendenza preoccupante rivelata dal Rapporto vede, nelle regioni del Sud, più italiani (66,6%) che stranieri rivolgersi ai 1.649 Centri di Ascolto della Caritas. A livello nazionale il peso degli stranieri che chiedono aiuto continua a essere maggioritario (57,2%). Si rivolgono ai Centri sia uomini (49,9%) che donne (50,1%), con un’età media di 44 anni, per lo più disoccupati e inoccupati (il 60,8% del totale).