Banca: “Criptovalute subiranno un calo del 90%”

2 Maggio 2018, di Daniele Chicca

Le criptovalute attraverseranno un gelido inverno, caratterizzato da una pesante fase di correzione del 90% nei prossimi 12 mesi, che ridurrà nettamente la capitalizzazione di molti dei protagonisti del settore. Lo prevede una banca d’affari in un report intitolato “Token Frenzy: The Fuel of the Blockchain“, nel quale si aggiunge che soltanto “poche società sopravviveranno”.

Il rapporto a cura di GP Bullhound, che si concentra anche sulle potenzialità della tecnologia blockchain e non solo sul futuro delle criptomonete, osserva come l’ether sia la crypto preferita per il lancio di una ICO e come la selezione naturale porterà grandi profitti ai progetti che riusciranno a sopravvivere alla crisi. A proposito d ICO, i finanziamenti di questo tipo tramite la raccolta di token si evolveranno e il mercato maturerà, secondo la banca specializzata nel settore tecnologico.

Una delle previsioni più interessanti degli autori dello studio, capitanati dal direttore della banca Sebastian Markowsky, è che gli investitori istituzionali faranno il loro ingresso nel mercato delle criptovalute, aumentandone il valore. A quel punto nuovi investitori retail scommetteranno nel mercato, comprando le monete crittografiche a un prezzo elevato.

Pochi sopravvissuti a “inverno delle crypto” prospereranno

Quando il mercato inizierà a calare bruscamente a fine anno, il panico che ne risulterà provocherà una fase di ripiegamento accentuata. Una volta trascorso “l’inverno delle crypto”, tuttavia, “le dinamiche di crescita dei pochi sopravvissuti saranno senza precedenti”, spiega Markowsky.

Il mercato è inondato ormai da oltre un migliaio di criptovalute, con il numero delle “nascite” che sta aumentando. Il Bitcoin rimane ancora in testa alla classifica della capitalizzazione di mercato, davanti a ether e ripple. Dopo aver raggiunto i massimi assoluti sui 20 mila dollari alla fine del 2017, le criptovalute hanno subito perdite pesanti nel primo trimestre del 2018, prima di recuperare gradualmente qualcosa nell’ultimo periodo.

Il valore e il destino delle criptovalute è un argomento molto caro agli economisti e ai guru di mercato. Si va di chi come Nouriel Roubini e Warren Buffett, non crede affatto nella potenzialità delle crypto, a chi invece fa stime ben più ottimiste, come Thomas Lee, confondatore e head of research di Fundstrat, il quale è convinto che il Bitcoin possa raggiungere quota $25.000 quest’anno, un valore che sarebbe del 172% superiore ai massimi di giornata pari a $9.182,43.

L’ottimismo degli analisti è associato di solito a una serie di fattori, tra cui l’apertura delle autorità, le novità in materia di regolamentazione, l’interconnessione dei mercati, la varietà di strumenti e l’arrivo degli investimenti istituzionali.

Sono tutti elementi che in effetti potrebbero spingere i prezzi in rialzo sul medio-lungo termine. Detto questo, sebbene “il settore sia resistente in termini di infrastruttura, è soggetto agli sbalzi di umore degli investitori“, sottolinea in una email alla CNBC Charlie Hayter, AD di CryptoCompare, un sito di statistiche nel settore delle criptovalute.