BANC OF AMERICA: CHI VINCE E CHI PERDE IN BORSA

5 Dicembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

In questo periodo di fuga dai titoli tecnologici, Steven Young di Banc of America Capital Management ritiene che sia una passeggiata identificare i vincitori e i perdenti del mercato.

Nella rivista Capital Market di questa settimana, lo stratega sottolinea che l’andamento del Nasdaq mostra il pasaggio dall’high tech ad altri settori. L’indice, composto dal 70% di titoli tecnologici, ha infatti chiuso il mese di novembre in calo del 23%, il peggior declino mensile dall’ottobre 1987 quando le perdite erano ammontate al 27,2%, un record per i 30 anni di vita dell’indice.

L’indice Standard & Poor’s 500 ha invece perso il 13,9% dai livelli di marzo e, se si esclude il settore tecnologico, e’ stato pressoche’ piatto, una calma giustificabile dal calo della crescita economica.

La scorsa settimana il calo del comparto high-tech, doppio rispetto a quello del settore energetico, ha invece sottolineato il rallentamento della crescita degli utili dai massimi del 40% ai livelli piu’ sostenibili del 20%.

Considerando il rapporto prezzo per utili (P/E), negli utlimi due mesi le societa’ con P/E tra 40 e 50 hanno perso il 6,5%, quelle con P/E compreso tra 50 e 60 sono scese del 13,4% e quelle con P/E superiore a 60 sono calate del 17,1%; sembra cioe’ che gli investitori si stiano allontanando dai titoli ad alta valutazione.

Banc of America suggerisce quindi che con il Nasdaq e lo S&P 500 a nuovi minimi per l’anno, il mercato si trova in una fase di transizione che non sara’ completata fino a che non cesseranno i risultati deludenti di societa’ high-tech ad alto profilo quali Intel (INTC), Oracle (ORCL), Compaq (CPQ) e Dell (DELL).

Con l’economia in fase di rallentamento, il prodotto interno lordo in calo e il valore dei titoli in discesa, la Federal Reserve intende rivedere la sua posizione all’incontro del 19 dicembre e se la decelerazione continuasse, la banca centrale si vedra’ costretta a tagliare i tassi per evitare la recessione.

In un periodo di tale incertezza quindi, un investimento diversificato dovrebbe aiutare a mantenere sotto controllo gli effetti della volatilita’; Steven Young suggerisce titoli di valore e societa’ a bassa capitalizzazione.

L’indebolimento dell’economia americana ha portato anche un calo del dollaro e quindi buone notizie per gli investitori in titoli internazionali, che hanno guadagnato anche quando i mercati sono scesi, e per le grandi multinazionali che possono cosi’ avvantaggiarsi del cambio.

Il continuo rallentamento della situazione economica ha anche varie implicazioni per il mercato obbligazionario. Il settore del buoni del tesoro ha risposto favorevolmente alla diminuzione del rischio inflazionistico, ma il settore obbligazionario ha sofferto per timore di una possibile recessione. Il calo dei tassi del tesoro a lungo termine dovrebbe pero’, secondo il rapporto di Banc of America, attutire il rallentamento economico.

Il calo dei tassi di prestiti e mutui dovrebbe garantire un livello base di attivita’ economica, dissipare i timori dei fallimenti aziendali e aiutare quindi il mercato obbligazionario delle societa’.