AZIONARIO: TANTI TENTENNAMENTI. DOVE SONO I MARKET MOVER?

10 Marzo 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Giornata presumibilmente tranquilla quella che ci apprestiamo a vivere, a parte la nevicata che sta interessando l’hinterland milanese (ricordiamo al tempo di essere al 10 di marzo, a 11 giorni dall’inizio della tanto aspettata primavera!).

I mercati non stanno offrendo grandi spunti, sostanzialmente ci stiamo muovendo in range e sembra che i vari rapporti di cambio non siano ancora pronti a prendere una direzione precisa (a parte uno spunto interessante che daremo nella sezione dedicata all’analisi tecnica, utilizzando un indicatore proprietario di Forex Capital Markets).

I mercati azionari tentennano e si tengono intorno allo 0% come variazione giornaliera percentuale (c’è chi ha fatto un +0.3% e chi un -0.2%) e gli obbligazionari che sembrano non scontare rialzi di tassi a breve in America – ricordiamo che il discorso “attese sulle exit strategies” è uno di quelli potenzialmente più in grado di muovere i mercati.

Però, per adesso, i market mover vanno ricercati altrove e risulta molto difficile individuarne dei veri. Questo periodo di attesa di normalizzazione dei mercati, o meglio, di ripresa economica che trainerà anche le direzionalità dei mercati, sta assumendo le caratteristiche del famigerato fenomeno di overshooting che talvolta accade sui rapporti valutari, e anche quando ci sentiamo vicini al punto di svolta, sostanzialmente, non succede mai nulla se non finte fiammate qua e là che concorrono a rafforzare le nostre illusioni ed il conseguente “malessere”.

Gli unici spunti interessanti sembrano provenire dalla sterlina: soprattutto contro dollaro il sentore di chi scrive è quello di poterla vedere perdere terreno (anche contro euro, ma in maniera inferiore) e nel medio periodo potremmo assistere a una serie di scivolamenti a catena dei cross Gbp, con tutte le conseguenze del caso.

Per ora, come detto, ci troviamo ancora in range e le modalità per affrontare questo tipo di mercato sono immaginabili, attenzione però a proteggere sempre le vostre posizioni con ordini di stop loss per evitare perdite dovute a eventuali accelerazioni (che se ci saranno, saranno improvvise e forti) dei rapporti di cambio più a rischio – Gbp a Cad in testa.

Passiamo all’analisi tecnica notando come il mercato non ci aiuta affatto ad essere originali in questi giorni. I prezzi infatti, per lo più, si muovono all’interno di range ben definiti.

Cominciamo dall’eurodollaro dove rimane da considerare per le prossime giornate la fascia evidenziata più volte, compresa fra 1.3440 e 1.3740. Se osserviamo un grafico ancora più di breve, al di sotto del timeframe orario, possiamo aggiungere che sembra si sia venuto a creare un livello di supporto, confermato da un doppio minimo, nell’area di 1.3535.

Continuiamo ad insistere, parlando del dollaro nei confronti dello yen, sul fatto che i prezzi stiano ancora descrivendo un tendenza ribassista di lungo, nonostante si stia perdendo del momentum ed i movimenti appaiono sempre meno impulsivi e volatili. I livelli attuali, nei pressi di 90 figura, come abbiamo sostenuto anche ieri, si trovano equidistanti dal livello di supporto e dalla grande resistenza, rispettivamente 88.20 e 91.60. Sino a che uno dei due non venga oltrepassato è molto complesso propendere per una o l’altra parte.

Situazione analoga quella graficamente mostrata dal cable. 1.5180 ed 1.4780 rappresentano la zona all’interno del quale il cambio si è mosso negli ultimi dieci giorni di scambi. Anche in questo caso una strategia pullback/breakout potrebbe essere la più indicata.

È molto meno ampio il percorso compiuto dalla sterlina, nei confronti dell’euro, negli ultimi dieci giorni. In questo caso possiamo notare con chiarezza una resistenza a 0.91 figura ed un buon livello di supporto giornaliero poco al di sotto di 0.90 figura, precisamente 0.8980. Volendo essere molto aggressivi, nelle prossime ore, possiamo consigliare di prestare attenzione anche a 0.9060, la cui rottura crediamo possa portare al supporto sopra descritto.

Tiene per il momento il supporto di 1.0650, sul cambio UsdChf. In compenso si è venuto a creare un livello di resistenza intermedio a 1.08, evidenziato da un doppio massimo creatosi fra venerdì 5 e ieri pomeriggio.

Terminiamo ora con il dollaro, nei confronti del vicino dollaro canadese. Osservando un grafico di medio periodo si nota come i prezzi si trovino particolarmente vicini al minimo visto il 14 gennaio scorso a 1.0225, più o meno lo stesso minimo visto anche a metà ottobre: va da se che l’area si configura come molto importante.

Questo è oltretutto confermato dal posizionamento della clientela (osservabile tramite l’indice SSI proprietario di FXCM) assolutamente a favore di una ripresa del cambio con una proporzione di più di 5 clienti a favore del biglietto verde rispetto ad uno solamente favorevole al loonie.

Importante sarà la tenuta del supporto visto sopra, perché un eventuale scivolamento, con queste premesse, non lascerebbe scampo ad una veloce discesa, innescata da una grossa quantità di stop cautelativi al di sotto del supporto tecnico.

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*Questo documento e’ stato preparato da FXCM Forex Capital Markets. Le analisi qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.