Azionario: si rivedono buone opportunita’ sui mercati americani

20 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Secondo Legg Mason Capital Management, affiliata Legg Mason, i bassi tassi d’inflazione, l’economia che procede a rilento e le ancora alte percentuali di disoccupazione hanno aperto negli Stati Uniti una finestra di opportunità ideale per posizionarsi negli investimenti azionari. Il gestore di LMCM è anche dell’avviso che i titoli azionari statunitensi continueranno a essere interessanti anche in considerazione del fatto che la liquidità e le obbligazioni dovranno fare i conti con un aumento dei tassi di interesse a lungo termine.

Mary Chris Gay, gestore del portafoglio di Legg Mason US Equity Fund, spiega che “se da una parte, secondo gli analisti del Fondo, a guidare la ripresa globale non saranno necessariamente gli Stati Uniti, dall’altra, è certo che questo paese è passato dalla recessione alla ripresa e solo pochi segni sosterrebbero la possibilità che gli Stati Uniti scivolino nuovamente nella recessione. I rapporti economici sono stati complessivamente positivi e siamo convinti che il mercato stia sottovalutando il potenziale di ripresa ciclica dell’economia statunitense e il suo effetto leva sui guadagni delle aziende”.

“I guadagni delle imprese stanno migliorando anche in virtù dei drastici tagli alle spese effettuati da diversi mesi a questa parte. A fine aprile, l’83% dei risultati pubblicati dalle società dello S&P 500 ha sorpreso in positivo – il settore finanziario ha sorpreso per una media del 50% rispetto alle aspettative. Tra i nomi più importanti dell’indice, alcuni titoli presentano le valutazioni più interessanti in assoluto degli ultimi vent’anni”.

“Anche se sarà ovviamente importante considerare i prossimi dati sulla forza e sulla sostenibilità della ripresa, riteniamo che siano evidenti i segni che rafforzano il punto di vista secondo il quale la ripresa sarà più forte di quanto non preveda la maggior parte degli osservatori e che gli investitori in generale non stiano apprezzando pienamente la forza della ripresa in corso né gli utili delle aziende. Ad eccezione dei sei mesi successivi al collasso di Lehman, il mercato statunitense presenta il livello di valutazione più basso dal 1990”.

“A nostro avviso, l’arretramento del mercato statunitense ha creato un’opportunità di acquisto eccezionale per gli investitori a lungo termine. La coincidenza di valutazioni storicamente basse, di una redditività delle aziende che non dà segni di cedimento, di politiche fiscali e monetarie espansive e di una core inflation contenuta creano, secondo noi, condizioni convincenti perché le large cap USA generino rendimenti interessanti”.

Gli analisti di Legg Mason Capital Management, sono convinti che la ricostituzione delle scorte stia ancora svolgendo un ruolo importante nel trainare la ripresa americana, in quanto in realtà questa ricostituzione è iniziata solo nel primo trimestre di quest’anno (2010). Le scorte ora sono in territorio positivo e continueranno presumibilmente a essere incrementate visto che la domanda non è scesa tanto quanto temuto da molti imprenditori.

Mary Chris Gay riferisce anche che “a livello aneddotico, tra molti investitori vi è ancora del nervosismo riguardo alla ripresa dei mercati. In generale continuano a essere sovrapesati i titoli obbligazionari e sottopesati quelli azionari statunitensi. Noi vorremmo incoraggiare gli investitori a riconsiderare la propria posizione riguardo alle obbligazioni in quanto non crediamo che questa sovraesposizione sia sostenibile: il rendimento di molti fondi monetari è estremamente basso ed è probabile che gradualmente negli Stati Uniti i tassi siano alzati facendo scendere il prezzo delle obbligazioni”.

Il fondo Legg Mason US Equity Fund ha attualmente aumentato la sua esposizione verso i titoli dell’IT, quelli finanziari e del consumo discrezionale, mentre ha ridotto quella verso i titoli dei beni di consumo, energetici e industriali. Al 24 maggio di quest’anno, dal picco negativo del 9 marzo 2009, il Fondo ha reso l’80% rispetto al 63% del suo benchmark ed è cresciuto del 44% rispetto al 39% dell’S&P 500 tra fine aprile 2009 e fine aprile 2010. Nel primo trimestre del 2010 al portafoglio è stata aggiunta soltanto una nuova posizione.

Mary Chris Gay spiega di aver “aggiunto Citigroup al Fondo perché nonostante il titolo abbia guadagnato quest’anno il 14%, il mercato non ha ancora scontato i miglioramenti che il gruppo ha realizzato a livello operativo, abbattendo i costi del credito e dei depositi a livello globale. Riteniamo che la capacità normalizzata di Citigroup di generare utili si avvicini agli 0,65-0,70 dollari per azione, il che implica un valore di mercato equivalente a 8-10 volte l’attuale tasso di crescita o, in ogni caso, un valore di mercato ben al di sopra della valutazione attribuitale attualmente dal mercato”.

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