Azionario manda cattivi segnali, economista: “sull’orlo di una bolla”

12 Ottobre 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Mantenere i tassi di interesse così bassi non rende alcun favore a mercati ed economia, tanto che le piazze finanziarie potrebbero presto entrare in una fase di bolla degli asset. È il parere – condiviso peraltro da diversi analisti – di Charles Dumas, chief economist di Lombard Street Research.

Nell’ultima nota inviata ai suoi clienti, l’economista ha scritto che il basso costo del denaro imposto dalle autorità di politica monetaria ha reso le operazioni di buyback azionario più attraenti e fattibili. Questo ha spinto in orbita mercati finanziari sotto gli steroidi delle manovre straordinarie di ultra allentamento monetario delle banche centrali.

“La ragione per la quale queste operazioni sono redditizie è che, ovviamente, indebitarsi non costa nulla al momento. Nel frattempo l’azionario rende un bel po’ (in termini di ritorno da investimento), perciò ha senso (come puntata) in un’ottica molto a breve termine”, ha spiegato all’emittente CNBC Dumas.

Secondo lui le operazioni di riacquisto di azioni proprie da parte delle società sono diventate la “fonte primaria di acquisti nel mercato azionario” e non sono più un investimento esterno. L’8% della crescita del debito presso le banche non legato alle operazioni finanziarie è una variazione percentuale abbastanza alta da “far suonare il campanello di allarme”.

L’economia invece ha dimostrato di essere abbastanza solida da potere tenere botta nel caso di un incremento dei tassi di interesse. Il problema riguarda le piattaforme finanziarie dell’azionario. Dumas ha paura che sia piuttosto che il mercato azionario a non essere preparato all’evento.

“Quando la Fed interverrà, imponendo le strette monetarie necessarie, il mercato potrebbe rivelarsi molto più vulnerabile di quanto non sia stato in passato nei primi stadi dei cicli di rialzo tradizionali dei tassi di interesse”, si legge nella nota.