Azionario europeo frena dopo massimi ultimi 29 mesi

21 Febbraio 2011, di Redazione Wall Street Italia

MILANO – Avvio di settimana negativo per le borse europee, che perdono smalto ripiegando dai massimi degli ultimi 29 mesi: le tensioni dilaganti in Libia e in altri paesi produttori di petrolio incoraggeranno le prese di beneficio anche se i titoli energetici potrebbero essere sostenuti dal rincaro del greggio. I volumi dovrebbero tuttavia essere contenuti per via della chiusura di Wall Street per la festa del presidente.

Focus questa mattina sul gruppo tedesco Merck, che ha chiuso il 2010 con ricavi per EUR9,29 mld, in crescita del 20% rispetto all’annoprecedente. L’Ebit è salito a EUR1,1 mld mentre l’utile netto risultapari a EUR632,1 mln, entrambi in salita di oltre il 70%. Il board della società ha proposto un dividendo pari a EUR1,25 per azione. Le stime circa l’esercizio in corso vedono l’utile operativo in crescita tra il 35% e il 45%, mentre il giro d’affari è visto in salita del 13-18%. Comunicati poco fa anche i risultati di Carlsberg.

BORSA MILANO

Piazza Affari ha aperto in calo stamane, con l’indice FTSE/MIB in area 22.850 pts. Attenzione rivolta questa mattina a Atlantia, che in una nota ha dichiarato di contare di chiudere l’esercizio 2010 con un aumento del margine operativo lordo pari a circa EUR2,285 mld, increscita di 7% sul 2009. Per il 2010 il fatturato consolidato dovrebbe aumentare di circa 7,5% (3% su base omogenea) a EUR3,75 mld. Gli obiettivi economico-finanziari illustrati agli investitori individuano per il periodo 2011-2015 un incremento dell’Ebitda del gruppo superiore di circa il 4% annuo alla crescita del traffico. Nelle prime settimane del 2011 il traffico registra una crescita di quasi 1%” si legge nel comunicato. Sempre per quanto riguarda l’esercizio 2010, la stima sugli investimenti è di un incremento di circa 20% a EUR1,5 mld. Inizia oggi l’aumento di capitale di Crespi e terminerà l’11 marzo.

Fiat (EUR7,08): ha interrotto le trattative con la russa Sollers per la produzione di auto in Russia, ma conferma l’impegno nell’area. Intanto Ford ha firmato un accordo con il gruppo russo per una jointventure 50-50, che produrrà e distribuirà vetture Ford nel paese.

Fiat Industrial (EUR10,33): il board di Cnh ha annunciato le sue proposte all’assemblea dei soci e tra queste c’è la mancata distribuzione di un dividendo sul 2010.

Montepaschi (EUR1,004): ha smentito un mandato per preparare un aumento di capitale. Lo ha riferito una fonte della banca e lo ha poi confermato il presidente Giuseppe Mussari.

Coin (EUR7,72): slitta a metà della settimana prossima la chiusura della trattativa per il passaggio della quota di controllo a BC Partners.

Eni (EUR18,37): in merito ai disordini in Libia, da dire che il paese è il maggior fornitore italiano di gas ed Eni è il primo operatore straniero nel Paese.

Parmalat(EUR2,18): Intesa Sanpaolo potrebbe appoggiare la mossa dei fondi azionisti di cambiare la governance nel gruppo.

Stm (EUR9,335): gli analisti di Morgan Stanley hanno alzato il target price da EUR10 a EUR12, il rating è overweight.

CAMBI E COMMODITIES

Sul mercato dei cambi, euro in tenuta sui massimi da dieci giorni nei confronti del dollaro in area 1,37, grazie alle parole del consigliere Bce Lorenzo Bini Smaghi che tra venerdì e stamattina è tornato ad alimentare l’attesa per un rialzo dei tassi da parte della Bce, in anticipo rispetto adun’eventuale mossa analoga della Fed.

Alla valuta unica è mancata tuttavia la forza per un più deciso apprezzamento, anche a causa dell’esito delle elezioni nal Land tedesco di Amburgo, con la nettasconfitta del Cdu del cancelliere Angela Merkel che indebolisce la posizione del governo.

Gli operatori tengono d’occhio anche lo sviluppo della situazione mediorientale, in particolare le proteste anti-governative in Libia e Bahrain. Un acuirsi delle tensioni potrebbe portare a ridurre leposizioni più rischiose, favorendo valute come il franco svizzero.

Sul fronte delle commodities, greggio in netta risalita nelle ultime ore aseguito degli scontri violenti in corso in Libia, paese membro dell’Opec.Cresce la preoccupazione per la prospettiva di una protesta sociale e didisordini in rapida diffusione in tutta la regione del nord Africa e del mediooriente, la principale area a livello mondiale per produzione petrolifera.

MACROECONOMIA

Sul fronte macro, l’agenda odierna prevede le stime flash del Pmi di febbraio da Francia, Germania e Zona Euro. Per quest’ultima le attes esono per un dato sostanzialmente stabile per il manifatturiero a 57,3 pts e per un lievissimo miglioramento sul terziario, a 56,0 pts dai precedenti 55,9.

In programma anche l’indice Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche in febbraio: le stime sono per una situazione stazionaria, con un indicestabile a 110,3 pts di gennaio. In Cina, il settore manifatturiero mostra a febbraio un deciso rallentamento nel tasso di espansione a 51,5 pts rispetto al 54,7 finale di gennaio, al minimo degli ultimi sette mesi, depresso dalla prospettiva di nuove strettesul credito e influenzato dal capodanno lunare.

OBBLIGAZIONI E MONETARIO

Apertura in rialzo per i futures sul Bund, nella prima seduta settimanale, sulla scia delle tensioni in Libia e in tutta l’area mediorientale, che stanno sostenendo il riposizionamento del mercato su asset più sicuri come i governativi tedeschi.