AZIONARIO: DOPO UN GENNAIO PESSIMO, FEBBRAIO FA SPERARE

4 Febbraio 2008, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – In area Euro l’evento più atteso della settimana sarà la riunione della Bce, in cui non dovrebbe essere apportata alcuna modifica al livello dei tassi. Tra i dati macro sono attesi i prezzi al consumo italiani preliminari di gennaio e la produzione industriale tedesca di dicembre. Attesa anche la riunione della Boe che dovrebbe procedere ad un taglio dei tassi di 25 pb. Negli Usa settimana piuttosto scarna di dati macro. Il più importante è probabilmente l’indice Ism non manifatturiero di domani. Numerosi i discorsi di membri della Fed.

Tassi di Interesse: in area Euro la settimana si è conclusa con un calo dei tassi di mercato che ha interessato tutta la curva, con il differenziale 2-10 anni in lieve calo a 54 pb. Scende anche lo spread sul decennale Italia Germania, che si è portato a 36 pb. Intanto Garganas, membro Bce e governatore della Banca di Grecia, ha ribadito che la principale preoccupazione dell’istituto resta l’elevata inflazione, dichiarando che la politica monetaria della Bce non è guidata dalle attese di mercato, allontanando così l’ipotesi di un taglio dei tassi da parte dell’istituto. Il miglioramento delle condizioni sul mercato monetario ha spinto la Bce a non seguire l’annuncio della Fed di ulteriori aste di finanziamento da 30Mld$ nel mese in corso.

Oggi in area Euro non sono attesi dati macro di rilievo. Gli operatori resteranno in attesa della riunione della Bce di giovedì e soprattutto delle indicazioni che saranno fornite da Trichet nella successiva conferenza stampa.

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Negli Usa tassi di mercato sostanzialmente invariati malgrado i dati sul mercato del lavoro di gennaio che, per la prima volta in 4 anni, hanno segnalato un calo degli occupati. Il comparto biennale ha nuovamente toccato quota 2% per poi chiudere intorno a 2,07%. Gli altri dati macro della giornata hanno confermato la fase di crisi del settore immobiliare con ancora un marcato calo mensile della spesa per costruzioni a dicembre, a fronte invece di un riposizionamento al di sopra di quota 50 dell’indice Ism manifatturiero.

Sui mercati azionari è stato archiviato il peggior mese di gennaio dal 1990, inaugurando il mese di febbraio con un rialzo di oltre l’1,5% dell’indice S&P500, grazie ai nuovi venti di fusioni ed acquisizioni dopo l’offerta di acquisto lanciata da Microsoft su Yahoo!. L’impressione è che, passata la fase centrale del periodo delle trimestrali, in particolare quelle bancarie, si possa assistere ad una fase di stabilizzazione dei corsi.

In tal senso spingerebbe anche l’indicazione che gli acquisti effettuati dai manager delle società Usa a gennaio sono stati superiori alle vendite, per la prima volta dal 1995. Le aspettative sui tassi Fed si sono anche essi stabilizzati sull’ipotesi di un ulteriore taglio di 50pb il prossimo 18 marzo. In questo contesto nel breve confermiamo la resistenza sul decennale in prossimità del 3,70% che potrebbe però essere violata al rialzo nel caso di temporanea ripresa dei listini azionari.

Valute: Dollaro in recupero verso Euro, dopo aver praticamente eguagliato il record minimo toccando quota 1,4950. I segnali di possibile stabilizzazione dei corsi azionari e le indicazioni più incoraggianti che potrebbero arrivare dall’Ism non manifatturiero, lasciano ipotizzare la possibilità di un recupero del biglietto verde nei prossimi giorni. Tecnicamente il movimento dello scorso venerdì conferma la presenza di un triplo massimo segnato con i valori di fine novembre, metà e fine gennaio. Per oggi i livelli di supporto passano a quota 1,4780 e 1,4725. Nel corso della notte lo Yen si è deprezzato grazie al marcato rialzo dei listini azionari asiatici. Il deprezzamento è stato comunque abbastanza limitato. Nel frattempo il Cftc evidenzia come gli speculatori stiano aumentando progressivamente le posizioni combinate nette lunghe nella valuta nipponica. Nel corso della settimana vs Dollaro il supporto principale si colloca a 105, la resistenza più vicina a 108 circa. Verso Euro il supporto principale si colloca a 152,10, mentre la resistenza a 160.

Materie Prime: nonostante l’Opec abbia deciso di lasciare invariata la propria quota produttiva, il greggio Wti ha perso circa il 3%. A pesare sull’andamento del future i deludenti dati del mercato del lavoro Usa. Deboli i preziosi con l’oro che ha perso l’1,5% grazie all’apprezzamento del Dollaro. In controtendenza il platino (+1,9%) a causa dei danni alla produzione in Sud Africa. Contrastati gli industriali con i cali di rame (-1,5%) ed alluminio (-2,3%), ed i rialzi di nichel (+2,2%) e piombo (+0,4%). Tra gli agricoli in rialzo il grano (+1,4%) su timori di scorte insufficienti.

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