Azionario Asia: si guarda ai segnali asta Spagna e Bce

12 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Listini asiatici ancora appesantiti dalla crisi dei debiti sovrani in corso nell’eurozona, in attesa delle aste di bond di Spagna e Italia, importanti per valutare la fiducia degli investitori sulla situazione. Euro a $1,2717.

A colpire il sentiment e a portare maggiore incertezza ci hanno poi pensato le parole allarmistiche pronunciate da un’analista senior di Fitch, secondo cui la Bce deve intervenire sul mercato secondario acquistando bond italiani, se si vuole evitare un cataclisma della moneta unica.

In giornata si partirà con l’asta spagnola, con la vendita fino a €5 miliardi di titoli con scadenza 2015 e 2016.

Ma oggi sarà il giorno anche della Banca centrale europea. La decisione sarà importante anche per l’impatto che potrebbe avere sull’euro. La moneta unica scambia ormai sui minimi da 16 mesi contro il dollaro americano.

Dopo aver tagliato il costo del denaro di un quarto di punto negli ultimi due meeting, l’istituto di Francoforte dovrebbe stavolta mantenere il tasso di riferimento stabile all’1%, secondo la media degli analisti intervistati da Bloomberg.

Il dato sull’inflazione in Cina, al 4,1% a dicembre, ai minimi da 15 mesi, in forte calo rispetto al record di tre anni toccato in luglio (6,5%), non incontra le risposte attese da parte del mercato. Sia il Shanghai Composite della Cina, sia l’Hang Seng di Hong Kong, rimangono praticamente piatti.

La conferma di una minore inflazione era considerato come un dato molto importante, indicatore che Pechino potrebbe attuare una politica monetaria più accomodante per stimolare ulteriormente la crescita e contrastare l’impatto negativo sull’economia che ne deriva dalla crisi in Europa e dal rallentamento Usa.

In calo il surplus del conto delle partite correnti del Giappone, con il rallentamento della crescita economica in Europa e in Cina, e con il forte apprezzamento dello yen, che hanno ridotto la domanda di prodotti nipponici.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans in leggero calo (-0,10%). Nikkei (-0,74% in chiusura), Seul (+1,03%), Sydney (-0,16%), Hong Kong (+0,05%), Shanghai (+0,01%), Singapore (+0,44%).

Commodities: Wti ($101,35, +0,48%), Brent ($112,96, +0,64%), oro ($1.645,30, +0,35%), argento ($30,04, +0,50%), rame ($3,538, -0,23%).

Valutario: Euro contro il dollaro a $1,2717 (+0,09%), contro lo yen giapponese a ¥97,75 (+0,06%), contro il franco svizzero a CHF 1,2118 (-0,02%), contro la sterlina a GBP 0,8298 (+0,08%). Dollaro/yen a ¥76,84 (-0,04%).

Futures sull’indice S&P500 in calo di 1 punto (-0,08%) a 1.287,25. Rendimenti dei Treasury a 10 anni stabili all’1,905%.

“Il problema Europa continuerà ad essere trascinato ancora per un pezzo”, ha detto a Bloomberg Matthew Brady, executive director nel valutario per JPMorgan Chase & Co. a Sydney. “In giornata c’è la Bce, oltre alle aste di Spagna e Italia. Sarà importante osservare l’andamento della domanda. In caso non dovessero andare bene, credo che l’euro continuerà a rimanere sotto pressione”.