Azionario Asia: si accelera e il Nikkei supera i 10.000

14 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Listini asiatici in buon rialzo, spinti dalla forza dei dati economici giunti dagli Stati Uniti, che certificano il buono stato di ripresa della più grande economia al mondo. Dopo le rilevazioni sul mercato del lavoro, ieri a conferma le vendite al dettaglio, come da attese +1,1% a febbraio. Euro a $1,3033.

La Federal Reserve, la Banca centrale degli Stati Uniti, certifica l’ottimo momento che attraversano i mercati, dichiarando che le pressioni negative sui mercati finanziari sono diminuite e che il mercato del lavoro mostra chiari segnali di ripresa.

Allontanata dunque la possibilità di un nuovo programma di acquisti di bond, un QE3. Il dollaro Usa ne trae subito beneficio e continua la fase di apprezzamento contro la moneta unica europea.

Intanto, sempre la Fed, a mercati chiusi pubblica i risultati degli stress test sulle 19 più grandi banche Usa. Di queste, 15 istituti escono vincitori, con in testa Wells Fargo. Non riescono invece a soddisfare i requisiti Citigroup, Ally Financial, SunTrust e Metlife.

L’indice Nikkei della Borsa di Tokyo balza e arriva sui massimi da 7 mesi, avanza +151,44 punti (+1,53%) a 10.050,52.

Inflazione in rialzo in India, con il wholesale-price index che avanza +6,95% su base annua a febbraio, rispetto a +6,55% a gennaio. È la prima volta da cinque mesi che il numero registra un aumento, allontana dunque la possibilità di stimoli monetari a supporto dell’economia, attraverso tagli dei tassi di interesse.

Il Premier cinese Wen Jiabao afferma che il tasso di cambio dello yuan è “vicino a un punto di equilibrio”, sottolineando l’apprezzamento del 30% circa dal 2005 ad oggi. I vari partner commerciali continuano comunque a considerare sottovalutata la divisa cinese.

Ha inoltre insistito sulla necessità di procedere a riforme politiche nel paese, per evitare il ripetersi di “tragedie come la rivoluzione culturale”. “Dobbiamo andare avanti di pari passo con le riforme strutturali economiche e politiche, in particolare con la riforma del nostro sistema di governo del Partito e dell’Esecutivo”.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans in rialzo (+0,79%). Nikkei (+1,53% in chiusura), Seul (+0,99%), Sydney (+0,93%), Hong Kong (+0,50%), Shanghai (-1,86%), Singapore (+0,90%).

Commodities: Wti ($106,66, -0,05%), Brent ($125,88, -0,27%), oro ($1.677,20, -1,00%), argento ($33,215, -1,09%), rame ($3,8755, -0,69%).

Valutario: Euro contro il dollaro a $1,3033 (-0,32%), contro lo yen giapponese a ¥108,45 (+0,07%), contro il franco svizzero a CHF 1,2086 (+0,08%), contro la sterlina a GBP 0,8325 (+0,01%). Dollaro/yen a ¥83,20 (+0,37%).

Futures sull’indice S&P500 in calo di 3,25 punti (-0,23%) a 1.387,50. Rendimenti dei Treasury a 10 anni al 2,154%.

“Si tratta di un percorso che vede un continuo miglioramento dei dati economici dagli Stati Uniti”, ha detto a Bloomberg Shane Oliver, a capo della strategia di investimento a Sydney per AMP Capital Investors. “In generale ci sono segnali positivi per il settore finanziario Usa, per le banche in particolare. Dimostra come le cose siano cambiate dalla situazione tre anni fa”.