Azionario Asia: rialzi contenuti. Greggio rischio per la crescita

24 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Listini asiatici in rialzo, con i dati sul mercato del lavoro Usa che rassicurano sullo stato della ripresa della più grande economia al mondo. Sentiment positivo tuttavia smorzato dalla continua risalita del prezzo del petrolio, che rischia di deragliare la crescita economica globale, in particolar modo nella già debole Europa. Euro a $1,3359.

Mercati asiatici stimolati anche dai dati sulla fiducia dei consumatori sudcoreani, ai massimi da 3 mesi. Dati che si vanno ad aggiungere a quelli dagli Stati Uniti e al miglioramento del sentiment delle imprese in Germania.

Attese conferme dalle rilevazioni sul Pil tedesco in giornata, con una crescita stimata a +1,5% nel quarto trimestre, espansione per l’ottava volta di fila.

Intanto a stimolare i mercati la forte iniezione di liquidità da parte delle principali banche centrali mondiali, tra cui la FED statunitense, la ECB europea, la BOJ giapponese e la BOE inglese.

Il governatore della banca centrale australiana, Glenn Stevens, conferma che i tassi di interesse sono al momento adatti alla situazione dell’economia, anche considerando i minori timori su un allargamento della crisi in Europa. Aggiunge che non è prevista alcuna mossa per contrastare la forza dell’aussie (dollaro australiano) sul biglietto verde Usa.

Domani si terrà in Messico l’importante meeting tra i ministri delle Finanze e i banchieri centrali dei paesi G20, per discutere su nuovi fondi al Fondo monetario internazionale, da utilizzare per combattere la crisi in Europa.

Nikkei in rialzo del 13,5% da inizio anno, stimolato ultimamente dall’aumento del programma di acquisto di asset da parte della banca centrale, che tra l’altro ha portato, e continua a portare, verso un deprezzamento dello yen giapponese. L’indice di Tokyo registra un’altra buona performance in giornata e chiude sui massimi da ormai lo scorso agosto.

Il Nikkei termina la settimana a quota 9.647,38, dopo aver superato in questi giorni con forza l’importante livello psicologico di quota 9.500. Ora gli analisti di Nomura prevedono un periodo di pausa per una o due settimane, prima che il listino possa andare a fronteggiare quota 10.000

Asia: indice Dow Jones Asian Titans in rialzo (+0,67%). Nikkei (+0,54% in chiusura), Seul (+0,60%), Sydney (+0,48%), Hong Kong (-0,02%), Shanghai (+0,68%), Singapore (+0,19%).

Commodities: Wti ($108,60, +0,71%), Brent ($123,96, +0,28%), oro ($1.780,60, -0,32%), argento ($35,38, -0,49%), rame ($3,7985, -0,20%).

Valutario: Euro contro il dollaro a $1,3359 (-0,10%), contro lo yen giapponese a ¥107,37 (+0,37%), contro il franco svizzero a CHF 1,2055 (+0,03%), contro la sterlina a GBP 0,8493 (0%). Dollaro/yen a ¥80,35 (+0,45%).

Futures sull’indice S&P500 in rialzo di 2,25 punti (+0,17%) a 1.365,25. Rendimenti dei Treasury a 10 anni al 2,005%.

“Questa fase toro del mercato sembra destinata a continuare”, ha commentato durante un’intervista a Bloomberg TV Scott Wren, strategista senior azionario per Wells Fargo Advisors. “Se sei un investitore di lungo periodo, le valutazioni dei titoli sono convenienti”.