Azionario Asia: ottimismo precede decisione aiuti Grecia

20 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Listini asiatici in rialzo, spinti dalla decisione della banca centrale della Cina (di tagliare i requisiti di riserva di 50 punti base) e dall’ottimismo su una risoluzione del problema Grecia (l’ottenimento di un secondo pacchetto di aiuti da €130 miliardi). In rialzo azionario, materie prime e, più in generale, gli asset considerati rischiosi. Euro a $1,3208.

In giornata attesissimo l’incontro tra i ministri delle Finanze europei. Si crede nell’approvazione di nuovi aiuti ad Atene, necessari per evitare nel breve periodo il default disordinato e allontanare così i rischi contagio su altri paesi.

La People’s Bank of China ha tagliato di 50 punti base (0,5%) i requisiti di riserva richiesti alle banche, con la percentuale che passa così dal 21% al 20,5% dal 24 febbraio. La mossa dovrebbe aumentare la capacità di prestito degli istituti di una cifra compresa tra $55,6 e $63,5 miliardi.

A seguito dell’annuncio, in apprezzamento il dollaro australiano e il dollaro neozelandese, due paesi le quali economie contano parecchio dalle esportazioni verso la Cina. Beneficiano della decisione sul taglio dei requisiti di riserva, che dovrebbe aumentare gli investimenti e dunque la domanda di materie prime.

Nikkei della Borsa di Tokyo in buon rialzo, nonostante a gennaio il paese abbia registrato un deficit commerciale record ($19 miliardi), a causa della forza dello yen e della minore domanda globale. Visti in calo gli utili aziendali e la ripresa del paese dal terremoto e dallo tsunami dello scorso marzo.

Avanzano i titoli dei costruttori cinesi, sebbene gli ultimi dati pubblicati dal governo siano poco confortanti sull’andamento del settore. Delle 70 città monitorate dal National Statistics Bureau, nessuna ha registrato un aumento dei prezzi a gennaio.

In giornata rimarrà chiuso l’azionario Usa per le festività.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans in rialzo (+1,13%). Nikkei (+1,08% in chiusura), Seul (+0,07%), Sydney (+1,44%), Hong Kong (+0,31%), Shanghai (+0,48%), Singapore (+0,35%).

Commodities: Wti ($104,92, +1,63%), Brent ($121,10, +1,27%), oro ($1.736,50, +0,61%), argento ($33,555, +1,02%), rame ($3,763, +1,48%).

Valutario: Euro contro il dollaro a $1,3208 (+0,20%), contro lo yen giapponese a ¥105,02 (+0,06%), contro il franco svizzero a CHF 1,2088 (-0,03%), contro la sterlina a GBP 0,8321 (+0,04%). Dollaro/yen a ¥79,52 (-0,11%).

Futures sull’indice S&P500 in rialzo di 7 punti (+0,51%) a 1.366,75. Rendimenti dei Treasury a 10 anni al 2,002%.

“Gran parte del maggiore credito a disposizione in Cina, a seguito della decisione di taglio dei requisiti di riserva, dovrebbe andare a finire in nuove infrastrutture e investimenti, aumentando dunque le attese per una maggiore domanda di materie prime”, ha spiegato a Reuters Ham Sung-sik, analista di Daishin Securities a Seul.