Azionario Asia in ripresa, ma attenzione al rischio Europa

7 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Listini asiatici in ripresa, in forte rialzo dopo i sell delle ultime tre sedute, che hanno portato la valutazione di molti titoli ai minimi dal 2008. In ripresa gli energetici. Su anche il dollaro australiano dopo il dato crescita economica nel secondo trimestre. Treasury a 10 anni nuovamente oltre il 2%. Eurodollaro a $1,4057.

L’indice MSCI Asia Pacific Index ha raggiunto la valutazione minima dal novembre 2008 nella giornata di ieri, dopo un sell-off che ha portato via dall’azionario circa $2,5 trilioni. Sempre nella giornata di ieri, l’indice Nikkei della Borsa di Tokyo aveva chiuso ai minimi dal 2009.

A guidare i rialzi in giornata sono gli esportatori, le società nel settore elettronica e materiali. Il mercato inizia a speculare che le autorità giapponesi possano seguire quanto deciso ieri dalla Banca centrale della Svizzera, che ha fissato un cambio minimo tra l’euro e il franco a quota CHF1,20. I rumors beneficiano le società fortemente dipendenti dalla domanda estera, appesantite nelle ultime settimane dalla forza della divisa nipponica.

In apprezzamento il dollaro australiano dopo i dati sulla crescita economica nel secondo trimestre. La variazione del Pil è stata pari a +1,2% su base trimestrale. L’istituto centrale ha dunque deciso di mantenere invariato il costo del denaro al 4,75%, ai livelli più alti tra i paesi industrializzati, citando l’incertezza sulla ripresa economica globale.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans della regione in rialzo del 2,5%. Nikkei (+2,01% in chiusura), Seul (+3,61%), Sydney (+2,23%), Hong Kong (+1,41%), Shanghai (+1,43%), Singapore (+1,45%).

Tra le commodities, in rialzo i preziosi, giù gli energetici: Wti ($86,48, +0,53%), Brent ($113,51, +0,55%), oro ($1.843, -1,62%), argento ($41,48, -0,93%), rame ($4,09, +0,84%).

Nel valutario, in leggera ripresa l’eurodollaro, si riporta sopra quota $1,4, ora a $1,4053 (+0,42%). Dopo il balzo di ieri, moneta unica in deprezzamento contro il franco svizzero, a CHF1,2045 (-0,17%). Euro stabile sullo yen giapponese a ¥108,60 (+0,06%). Dollaro/yen in calo, a ¥77,25 (-0,37%).

In rialzo i futures sull’indice S&P500, di 9,75 punti (+0,84%) a 1.174,25. Su di 5pb i rendimenti dei Treasury a 10 anni, tornano sopra il 2%, ora al 2,038%.

“L’Asia aveva già dei prezzi molto bassi, e dopo i forti cali di agosto ora sembra sempre più interessante”, ha detto a Bloomberg Wilfred Sit, Asia chief investment officer per Baring Asset Management. “Nel lungo periodo, i fondamentali per l’Asia rimangono solidi, anche se c’è la possibilità di uno shock macroeconomico”.

Sebbene Wall Street abbia chiuso in negativo, “sembra che ci sia una certa stabilizzazione nell’appetito per il rischio”, si legge nella nota ai clienti di Credit Agricole. Dopo l’intervento della Banca centrale svizzera, gli investimenti in asset rifugio verranno allocati in altri asset”.