Azionario Asia in rialzo grazie ai dati lavoro Usa

6 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Listini asiatici in rialzo. Dopo la delusione scatenata dal mancato intervento delle banche centrali, ci pensano i dati Usa sulla situazione del mercato del lavoro a rassicurare gli investitori sulla fase di ripresa. Euro a $1,2379.

Nonostante il tasso di disoccupazione sia ancora oltre l’8%, in rialzo rispetto al mese precedente (8,3% contro 8,2%), il numero di nuovi occupati ha sorpreso gli analisti. +163.000 posti, contro attese sui +100.000.

L’impressione e’ che tutto si deciderà con il prossimo giro di dati macro, che culminerà con il rapporto occupazionale di agosto. Se dovesse deludere, Ben Bernanke non potrà più tergiversare, con la Federal Reserve che sarà chiamata ad agire.

Cambiati anche i toni della Banca centrale europea, indicano che a presto potrebbero arrivare misure, anche non convenzionali, per alleggerire lo stress nel mercato dei bond della periferia dell’Eurozona.

La Grecia e i creditori internazionali raggiungono un accordo per ulteriori tagli in bilancio, per soddisfare quanto stabilito nel pacchetto di aiuti, dopo oltre una settimana di incontri ad Atene. Gli sforzi fatti dal paese sarebbero stati “produttivi” secondo la Troika. La notizia porta in rialzo l’euro.

Dollaro in leggero ribasso in attesa delle parole del chairman Fed Bernanke, e dei dati che dovrebbero certificare un calo del deficit commerciale statunitense, con il ribasso del prezzo del petrolio che riduce il costo delle importazioni.

Titoli asiatici e mercati sospinti anche dai conti di Toyota Motor, nel secondo trimestre registra utili operativi sui massimi da quattro anno. Riviste inoltre al rialzo le stime sulla vendita di auto nel mercato Usa. Ottimo segnale di ripresa per la società e altre nipponiche dal terremoto e tsunami del marzo 2011.

Indice Nikkei della Borsa di Tokyo chiude con +171,18 punti (+2,00%) a 8.726,29 punti.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans in rialzo (+2,09%). Nikkei (+2,00%), Seul (+2,01%), Sydney (+1,16%), Hong Kong (+1,86%), Shanghai (+0,79%), Singapore (+0,94%).

Commodities: Wti ($91,23, -0,19%), Brent ($108,73, -0,19%), oro ($1.606,80, +0,05%), argento ($27,695, -0,38%), rame ($3,362, -0,16%).

Valutario: Euro contro il dollaro a $1,2379 (-0,05%), contro lo yen giapponese a ¥97,03 (-0,16%), contro il franco svizzero a CHF 1,2012 (-0,02%), contro la sterlina a GBP 0,7927 (+0,16%). Dollaro/yen a ¥78,38 (-0,09%).

Futures sull’indice S&P500 in rialzo di 0,25 punti (+0,02%) a 1.389,25. Rendimenti dei Treasury a 10 anni all’1,554%.

“L’economia americana sembra aver trovato una fase positiva”, ha detto a Bloomberg George Boubouras, capo investimenti a Melbourne per UBS wealth management Australia. “Nonostante alcuna azione da parte delle banche centrali in settimana, sembra chiaro che la Fed e la Bce interverranno, avendo già modificato i propri toni”.