Azionario Asia in calo: svanisce entusiasmo dati Ue ed Usa

15 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Listini asiatici in calo. Svanisce l’entusiasmo sui dati incoraggianti giunti dagli Stati Uniti e dall’Europa, sulle vendite al dettaglio e sulla capacità di Germania e Francia di evitare una fase di contrazione lo scorso trimestre. Euro a $1,2330

Il deprezzamento dello yen giapponese contro il dollaro da la spinta agli esportatori nell’indice Nikkei della Borsa di Tokyo. Ma la debolezza dei titoli bancari pesa sul listino che dunque torna nuovamente sotto gli 8.900 punti.

Volumi sottili per l’azionario nipponico, con gran parte delle società chiuse per la festa Obon che durerà tutta la settimana. La seduta termina con -4,84 punti (-0,05%) a 8.925,04 punti.

In giornata, tra i principali listini, chiusa la borsa della Corea del Sud.

Asx200 dell’Australia negativo, a seguito della pubblicazione del dato sulla fiducia dei consumatori, registra il calo più forte degli ultimi 5 mesi. Non basta la pubblicazione dei conti positivi da parte di Commonwealth Bank of Australia, che riesce comunque a dare la spinta al settore finanziario nel paese.

L’indice dell’azionario Asia Pacifico, il MSCI Asia Pacific Index, scambia a 12,4 volte gli utili attesi, rispetto a 13,6 dello S&P500 e 11,6 dello Stoxx Europe 600 Index.

Oltre metà delle 419 società nell’indice asiatico, che ad oggi hanno ufficializzato i risultati sul secondo trimestre, hanno deluso le attese.

Gli investitori attendono ora la fine del mese per sapere gli esiti del meeting annuale presso Jackson Hole, nella quale si incontreranno tra i più famosi economisti e banchieri centrali. Arriveranno indicazioni sulle mosse future da parte delle banche centrali. Segnali arriveranno anche dal dato sull’occupazione non agricola Usa agli inizi di settembre.

Complessivamente nel secondo trimestre del 2012 il prodotto interno lordo (Pil) dell’Eurozona ha sofferto un calo -0,2% rispetto al trimestre precedente, quando la variazione era stata nulla. L’Italia ha riportato la terza peggiore performance con un calo del Pil -2,5%, dopo Grecia (-6,2%) e Portogallo (-3,3%).

Vendite al dettaglio Usa nel mese di luglio +0,8%, oltre le attese, hanno messo a segno la performance migliore dallo scorso febbraio.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans in calo (-0,43%). Nikkei (-0,05%), Sydney (-0,42%), Hong Kong (-1,13%), Shanghai (-0,59%), Singapore (-0,92%).

Commodities: Wti ($93,23, -0,21%), Brent ($113,85, -0,16%), oro ($1.602,40, +0,12%), argento ($27,805, +0,15%), rame ($3,3655, +0,19%).

Valutario: Euro contro il dollaro a $1,2330 (+0,07%), contro lo yen giapponese a ¥97,15 (+0,14%), contro il franco svizzero a CHF 1,2010 (+0,01%), contro la sterlina a GBP 0,7866 (+0,08%). Dollaro/yen a ¥78,78 (+0,08%).

Futures sull’indice S&P500 in calo di 2,75 punti (-0,20%) a 1.398,75. Rendimenti dei Treasury a 10 anni all’1,722%.

“Il trend generale che guida i mercati al momento, in mancanza di una direzione precisa, è che gli investitori ancora non sono sicuri se ritornare a pieno in modalità risk-on (propensione al rischio). Pertanto, quando il mercato è in rally vendono per trarre profitti, e quando il mercato perde terreno acquistano alla ricerca di opportunità”, ha commentato a Reuters Kyoya Okazawa, capo azionario e derivati per BNP Paribas.