Azionario Asia in calo: debole l’indice manifatturiero Cina

1 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Listini asiatici in ribasso, con l’indice sull’attività manifatturiera cinese che sottolinea il periodo di debolezza attraversato dall’economia globale. Euro a $1,2312.

Il sentiment degli investitori, già debole a causa della crisi in Europa e della mancata ripresa negli Stati Uniti, trova dunque nuovi freni e porta a declassare le categorie di asset considerate più rischiose.

L’indice Pmi (purchasing managers’ index) cinese scende a 50,1 in luglio, rispetto a 50,2 di giugno. Si tratta della rilevazione più bassa dallo scorso novembre e appena sopra la soglia dei 50, che demarca una fase di espansione da contrazione.

Il dato è una conferma di come la seconda più grande economia al mondo stia soffrendo dell’incertezza generale, nonostante gli ultimi interventi monetari e fiscali attuati da Pechino per ridare vigore alla crescita del Pil.

Ma la Cina non è un caso isolato. In giornata anche altri grandi esportatori asiatici, quali il Giappone, la Corea del Sud, Taiwan, Vietnam e l’India, registrano un calo dell’indice sull’attività manifatturiera, mentre l’Indonesia riporta un sostanziale rialzo. Tutti segnali che il rallentamento economico è generale e che anche i grandi mercati emergenti dell’Asia ne soffrono.

In giornata attesa la decisione del Federal Open Market Committee, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve. Secondo le attese degli analisti non dovrebbe essere annunciato il tanto atteso QE3, che però potrebbe slittare al mese di settembre.

Domani la decisione della Banca centrale europea, dopo che il Presidente Draghi la scorsa settimana ha confermato che l’istituto di Francoforte farà tutto il possibile per garantire la stabilità dell’Eurozona e della moneta unica.

Intanto, apprezzamento dello yen giapponese che arriva a toccare i massimi da due mesi contro il dollaro Usa.

L’indice Nikkei della Borsa di Tokyo termina la giornata con -53,21 punti (-0,61%) a 8.641,85 punti.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans in calo (-0,39%). Nikkei (-0,61%), Seul (-0,11%), Sydney (-0,21%), Hong Kong (+0,42%), Shanghai (+0,84%), Singapore (+0,28%).

Commodities: Wti ($88,00, -0,07%), Brent ($104,62, -0,29%), oro ($1.613,90, +0,21%), argento ($27,96, +0,16%).

Valutario: Euro contro il dollaro a $1,2312 (+0,07%), contro lo yen giapponese a ¥96,16 (+0,08%), contro il franco svizzero a CHF 1,2010 (-0,01%), contro la sterlina a GBP 0,7854 (+0,10%). Dollaro/yen a ¥78,14 (+0,04%).

Futures sull’indice S&P500 in calo di 0,25 punti (-0,02%) a 1.374,25. Rendimenti dei Treasury a 10 anni all’1,478%.

“L’appetito per il rischio degli investitori potrebbe trovare la spinta da ulteriori promesse di stimoli pro-crescita da parte delle autorità decisionali”, ha detto a Bloomberg Zhang Yanbin, analista per Zheshang Securities. “Questo dovrebbe andare a supporto del mercato. Il trend ribassista non trova fine a causa di dati economici deboli”.