Azionario Asia giù, non basta dato inflazione Cina

9 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Listini asiatici in leggero calo. Perdono la spinta iniziale dopo che il dato sulla crescita dei prezzi in Cina era riuscito a dare segnali positivi all’azionario. Pesano ancora i timori sulla ripresa economica globale, visto che nella giornata di ieri non sono arrivati piano di stimolo concreti per la ripresa da parte del chairman Fed, Bernanke, e del Presidente Bce, Trichet. Eurodollaro in leggera ripresa, a $1,3909.

La crescita dei prezzi in Cina ad agosto è stata del 6,2%, in calo rispetto ai massimi da tre anni raggiunti a luglio (6,5%). Il dato rassicura i mercati perché riduce le aspettative su ulteriori strette sul credito da parte della banca centrale cinese. L’istituto di Pechino ha alzato i tassi di interesse per 5 volte, e i requisiti di riserva per ben 12 volte dal 2010. Il premier Wen Jiabao ha più volte rimarcato come la priorità al momento sia contrastare l’aumento dell’inflazione.

Pesa sul Giappone la revisione del dato sulla variazione del Pil nel secondo trimestre 2011 (-2,11%), peggio rispetto a quanto annunciato lo scorso mese (-1,3%).

I timori sull’outlook economico globale continuano a spingere sempre più banche centrali a rivedere le loro decisioni in termini di politica monetaria, non solo nei paesi industrializzati, ma anche nelle economie emergenti.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans della regione in calo dello 0,2%. Nikkei (-0,63% in chiusura), Seul (-1,69%), Sydney (+0,19%), Hong Kong (-0,38%), Shanghai (-0,23%), Singapore (-0,57%).

Tra le commodities, in leggero rialzo gli energetici, bene anche l’oro: Wti ($89,06, +0,01%), Brent ($114,82, +0,24%), oro ($1.872,6, +0,81%), argento ($42,565, +0,08%), rame ($4,115, -0,69%).

Nel valutario, in leggera ripresa l’euro dopo i cali di ieri sul dollaro, ora a $1,3909 (+0,2%). Bene anche contro lo yen giapponese, a ¥107,73 (+0,09%). Moneta unica in calo sul franco svizzero, a CHF 1,2130 (-0,16%). Dollaro/yen a ¥77,45 (-0,06%).

Futures sull’indice S&P500 in calo di 0,5 punti (-0,04%) a 1.185,25 punti. Su di 3pb i rendimenti dei Treasury a 10 anni, al 2,010%.

“Notizie ancora troppo incerte, con il mercato intrappolato tra speranze e timori. Ne gli Stati Uniti ne l’Europa sono abbastanza forti, e continua la lotta tra le forze pro e contro dollaro”, ha detto al Wall Street Journal Philip Wee, economista nel valutario per DBS a Singapore. “Al momento ci stiamo muovendo evento per evento, dato dopo dato”, ha aggiunto, ricordando come le aspettative per il meeting del G7 siano alte.

“La possibilità di una recessione in Europa e/o negli Stati Uniti è molto più probabile rispetto a 3-6 mesi fa”, si legge nella nota di Jonathan Stubbs, analista di Citigroup.