Azionario Asia giù, colpito da timori su economia globale

23 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Listini asiatici in calo. Il dato debole sull’attività manifatturiera della Cina, la seconda più grande economia al mondo, riaccende i timori su una brusca frenata della crescita economica di Pechino. Il report impatta l’intero sentiment generale dopo la revisione al ribasso del Pil degli Stati Uniti, la più grande economia al mondo. Euro a $1,3465.

L’indice HSBC flash manufacturing purchasing managers’ index (PMI), indicatore sull’attività industriale cinese, ha registrato un calo a 48 a novembre, i minimi dal marzo 2009. A ottobre la lettura finale era a 51. Si ricorda che numeri al di sotto dei 50 indicano contrazione.

I volumi rimangono bassi, con i mercati che continuano ad essere colpiti dai timori sullo stato di salute dell’economia Usa e su un possibile deterioramento della crisi debitoria in Europa.

In calo i titoli delle società minerarie australiane, a seguito di una prima approvazione di una legge su una maggiore imposizione. Il dollaro australiano si indebolisce contro tutte e 16 le principali valute.

L’incertezza riguardo la crescita economica globale pone dubbi sulla domanda futura di materie prime, che estendono i ribassi. In rialzo il costo per assicurare obbligazioni della regione Asia-Pacifico dal default.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans in calo dell’1,54%. Seul (-2,36%), Sydney (-1,98%), Hong Kong (-1,87%), Shanghai (-0,55%), Singapore (-1,73%). Indice Nikkei della Borsa di Tokyo chiuso per le festività.

Commodities: Wti ($96,66, -1,38%), Brent ($108,06, -0,89%), oro ($1.706,80, +0,26%), argento ($32,30, -1,98%), rame ($3,3025, -0,91%).

Valutario: Euro contro il dollaro a $1,3465 (-0,33%), contro lo yen giapponese a ¥103,68 (-0,25%), contro il franco svizzero a CHF 1,2309 (-0,31%), contro la sterlina a GBP 0,8620 (-0,23%). Dollaro/yen a ¥76,98 (+0,05%).

Futures sull’indice S&P500 in calo di 11,75 punti (-0,99%) a 1.171,00. Rendimenti dei Treasury a 10 anni in calo di 2 punti base all’1,895%.

“Quello che stiamo vedendo è uno stallo della crescita Usa”, ha detto a Bloomberg Viktor Shvets, strategista per Samsung Securities Co. “L’eurozona è chiaramente impostata verso la recessione”.

“Se c’era una cosa su cui potevamo sperare di fare riferimento in questi giorni scuri e incerti, era la continua crescita dell’economia cinese. Report come questi colpiscono duramente le speranze e il sentiment”, ha detto al Wall Street Journal Chris Hunter, corporate dealer per Western Union Business ad Auckland.