Azionario Asia giù. Cautela su sviluppi fondo “salva-stati”

30 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Listini asiatici in calo dopo le parole di Christian Noyer, membro del consiglio governativo della Banca Centrale Europea,secondo cui la situazione nell’eurozona è nettamente peggiorata nelle ultime settimane. Timori sui livelli raggiunti dal costo del prestito italiano, con i decennali ancora oltre il 7%. Euro a $1,3337.

Intanto i ministri delle Finanze raggiungono l’accordo per il rafforzamento del fondo Efsf (cosiddetto fondo “salva-stati”). Richiesto maggiore supporto al Fondo Monetario Internazionale per sostenere le economie in difficoltà. Sebbene si sia concordato per una copertura assicurativa del 30% sulle nuove emissioni di bond, sono stati forniti pochissimi dettagli sul leverage e dunque sulle dimensioni che il fondo raggiungerà.

Non basta dunque l’entusiasmo registrato a Wall Street per gli ottimi dati sulla fiducia dei consumatori, segnale che l’economia Usa continua in un processo di ripresa. L’attenzione rimane soprattutto sull’Europa.

Seppur largamente atteso, la decisione di Standard & Poor’s di rivedere al ribasso il rating di 15 grandi istituti globali, a causa del cambiamento dei metri di giudizio, trascina al ribasso i titoli finanziari dell’Asia sui timori di un grande crisi bancaria.

L’euro rimane tutto sommato stabile contro il dollaro, dopo che nella giornata di ieri era balzato ben oltre $1,34, fino a $1,3443, per poi ritornare nuovamente su $1,3315. Al momento scambia a $1,3337.

Janet Yellen, vice-chairman della Federal Reserve, la banca centrale americana, ha detto che c’è ancora spazio per un ulteriore allentamento della politica monetaria per stimolare la ripresa Usa, dunque lanciando dei segnali sull’andamento futuro dei tassi di interesse.

Il listino asiatico più colpito in giornata è il Shanghai Composite della Cina. Xia Bin, consigliere della banca centrale e ricercatore presso il State Council’s Development Research Center, ha detto che la ristrutturazione dell’economia dipenderà soprattutto dalle politiche fiscali, piuttosto che da politiche monetarie più accomodanti. Il pericolo inflazione non sarebbe del tutto scacciato poiché continuano a salire il prezzo delle risorse e il costo del lavoro.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans in calo dello 0,31%. Nikkei (-0,51% in chiusura), Seul (-0,41%), Sydney (+0,43%), Hong Kong (-1,59%), Shanghai (-2,70%), Singapore (+0,04%).

Commodities: Wti ($99,53, -0,26%), Brent ($110,66, -0,14%), oro ($1.720,60, +0,42%), argento ($31,805, -0,15%), rame ($3,329, -1,39%).

Valutario: Euro contro il dollaro a $1,3337 (+0,17%), contro lo yen giapponese a ¥103,91 (+0,21%), contro il franco svizzero a CHF 1,2263 (+0,01%), contro la sterlina a GBP 0,8546 (+0,14%). Dollaro/yen a ¥77,90 (+0,09%).

Futures sull’indice S&P500 in calo di 5,75 punti (-0,48%) a 1.190,75. Rendimenti dei Treasury a 10 anni su di 1 punto base al 2,000%.

“Il taglio del rating potrebbe avere un impatto negativo nel sentiment degli investitori”, ha detto a Bloomber Koji Toda, chief fund manager di Resona Bank Ltd. a Tokyo. “Ma quello a cui veramente gli investitori presteranno attenzione è la capacità delle autorità di risolvere la crisi del debito in corso in Europa”.