Azionario Asia estende i cali. Europa zavorra

14 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Listini asiatici in calo. Gli investitori non sono ancora convinti che i leader dell’Europa abbiano un piano coerente per contrastare il problema del debito che affligge la regione. Aumentano i timori che la situazione possa deteriorare, andando a colpire gli istituti di credito e dunque sfociare in una nuova crisi bancaria. Eurodollaro a $1,3623.

Il premier cinese Wen Jiabao ha invitato i paesi industrializzati a ridurre il debito e creare lavoro, piuttosto che chiedere aiuto al suo paese per salvare l’economia globale. “I paesi devono prima mantenere casa propria in ordine. Le economie industrializzate devono prendere delle misure monetarie e fiscali responsabili. Quello che è importante al momento è prevenire un allargamento della crisi del debito in Europa”.

In giornata il Primo Ministro della Grecia, George Papandreou, sarà impegnato in una conference call con il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, e con il Presidente francese, Nicolas Sarkozy, per discutere sulle crescenti speculazioni di un default della Grecia.

Moody’s Investors Service ha tagliato il rating sulle banche francesi Societe Generale e Credit Agricole.

Asia: indice Dow Jones Asia Titans della regione in calo dell’1,83%. Nikkei (-1,14% in chiusura), Seul (-3,44%), Sydney (-1,74%), Hong Kong (-2,02%), Shanghai (-0,89%), Singapore (-0,75%).

Tra le principali commodities, in calo gli energetici, in rialzo il metallo giallo: Wti ($88,64, -1,74%), Brent ($111,30, -0,53%), oro ($1.831,3, +0,07%), argento ($40,89, -0,74%), rame ($3,92, -1,26%).

Nel valutario, continua il calo della moneta unica. Euro contro il dollaro americano a $1,3623 (-0,42%). Euro sotto anche contro lo yen giapponese, a ¥104,73 (-0,47%). Moneta unica stabile sul franco, sempre su CHF 1,20, ora a CHF1,2032 (-0,06%). Dollaro/yen a ¥76,88 (-0,03%). Si segnala anche il deprezzamento del dollaro australiano (dopo revisione dato inflazione) e neozelandese contro il dollaro americano, rispettivamente a $1,0217 (-0,91%) e $0,8170 (-0,63%).

In calo di circa un punto percentuale i futures sull’indice S&P500, di 15,25 punti (-1,31%) a 1.150 punti. Sotto di 3pb i rendimenti dei Treasury a 10 anni, all’1,965%.

“Il mercato è sicuramente attraente (visti i recenti cali), ma c’è ancora tanto sulla quale essere cauti”, ha detto al Wall Street Journal James Rosenberg, investment adviser di Macquarie Private Wealth. “La crisi del debito in Europa non è finita, e questa si tratta solo della calma prima della tempesta. Il rischio a livello globale è aumentato nell’ultimo mese”.

“Abbiamo visto l’azionario muoversi in continuazione, con focus sempre sull’Europa”, ha detto a Bloomberg Matt Riordan, di Paradice Investment Management Pty. “La chiave da adesso in poi è come governi gestiranno i ribassi, in termini su come ristruttureranno il debito della Grecia e salveranno le loro banche. Il rischio oltre questo è se il problema si allargherà nei paesi più grandi”.