Azionario Asia contrastato

25 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – listini asiatici contrastati. Investitori cauti sembrano prendersi una pausa dopo i buoni rialzi registrati nella giornata di ieri. Cresce l’attesa sul summit Ue di domani, dove potrebbero essere approvate delle misure per cercare di contrastare la crisi del debito in corso nella regione e rassicurare i mercati. Euro a $1,3904.

Sembra quasi essere stato raggiunto un accordo sulla ricapitalizzazione delle banche e sull’utilizzo del fondo Efsf per prevenire effetti contagio nel mercato dei bond. Ma c’è ancora tanta divisione sulle perdite che gli investitori privati dovranno sopportare sui titoli greci.

Dopo un rialzo durato cinque giorni contro il dollaro americano, la moneta unica rallenta e si assesta sulla soglia dei $1,39. Prosegue invece il recupero del rame dopo i cali registrati di recente. In giornata guida il rialzo di altre principali materie prime.

Ad aiutare anche le parole del presidente della Fed di New York, William Dudley, che non ha escluso la possibilità di un altro quantitative easing (QE3) per stimolare ulteriormente una ripresa economica a rilento. “Si torna a puntare sulle commodities, con voci su un QE3 che stimolano il sentiment”, ha detto Tetsuro Ii, presidente di Commons Asset Management a Tokyo. Ma aggiunge, “nel medio periodo l’attenzione rimarrà sulla crisi in Europa”.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans della regione in calo dello 0,17%. Nikkei (-0,92% in chiusura), Seul (-0,56%), Sydney (-0,64%), Hong Kong (+0,22%), Shanghai (+1,19%), Singapore (-0,21%).

Commodities: Wti ($91,55, +0,31%), Brent ($111,26, -0,17%), oro ($1.656,2, +0,24%), argento ($31,68, +0,11%), rame ($3,4935, +1,29%).

Nel valutario, la moneta unica perde terreno sul biglietto verde. Euro contro il dollaro a $1,3904 (-0,17%), contro lo yen giapponese a ¥105,77 (-0,24%), contro il franco svizzero a CHF 1,2265 (-0,03%), contro la sterlina a GBP 0,8697 (-0,15%). Dollaro/yen a ¥76,06 (-0,04%).

Futures sull’indice S&P500 in calo di 3,25 punti (-0,26%) a 1.243,75. Rendimenti dei Treasury a 10 anni giù di 2pb al 2,212%.

“Chiaramente il fattore dominante rimane quello che sta succedendo in Europa”, ha detto a Bloomberg Angus Gluskie, gestore per White Funds Management a Sydney. Potrebbe esserci un po’ di “ottimismo che un accordo verrà raggiunto. Oltre l’apparenza però, credo gli investitori continuino a porsi una serie di domande che li porta ad essere vigili al rischio”.

“È conseguenza dei rialzi di recente, visto che ora c’è maggiore cautela con l’avvicinarsi del summit Ue di domani. Certo c’è ottimismo, ma si tratta del quattordicesimo meeting contro la crisi negli ultimi 21 mesi”, ha detto al Wall Street Journal James Rosenberg, consulente investimenti di Macquarie Private Wealth.